Mediterraneo: il film premio Oscar di Gabriele Salvatores stasera in tv su TV8

Mediterraneo: il film premio Oscar di Gabriele Salvatores stasera in tv su TV8

Stasera in tv, alle 21:30 su TV8, andrà in onda Mediterraneo, il film di Gabriele Salvatores che nel 1992 vinse…


Stasera in tv, alle 21:30 su TV8, andrà in onda Mediterraneo, il film di Gabriele Salvatores che nel 1992 vinse il premio Oscar come miglior film straniero.
Liberamente tratto dal romanzo “Sagapò” di Renzo Biasion, sceneggiato da Enzo Monteleone, il film racconta di un gruppo di soldati italiani che, nel giugno del 1941, durante la II Guerra Mondiale, sbarcano su una piccola isola greca dell’Egeo col compito di instaurarvi un presidio. L’isola, che appare del tutto estranea al conflitto, è semi-deserta, popolata solo da vecchi, bambini e donne, poiché i maschi adulti sono stati deportati dai tedeschi; e dopo un periodo di reciproca diffidenza, gli italiani e i locali si integrano alla perfezione in quello che appare un idillio e un’oasi di pace e serenità nel mezzo dell’Europa dilaniata dal conflitto.

Capitolo conclusivo della cosiddetta “Trilogia del viaggio” di Gabriele Salvatores, i cui capitoli precedenti erano stati Marrakech Express e Turné, Mediterraneo vede protagonisti Diego Abatantuono, Claudio Bigagli, Giuseppe Cederna, Ugo Conti, Claudio Bisio, Gigio Alberti e Antonio Catania nei panni degli otto soldati italiani inviati sull’isola, mentre tra gli altri interpreti citiamo Vana Barba (nel ruolo della prostituta Vassilissa), Luigi Montini, Irene Grazioli e Alessandro Vivarelli.
Oltre che con l’Oscar, Mediterraneo è stato premiato con tre David di Donatello (andati alla regia di Salvatores, al montaggio di Nino Baragli e al sonoro di Tiziano Crotti) su un totale di dodici candidature.
Come i suoi predecessori, anche Mediterraneo è considerato un emblema generazionale, di quella generazione del ’68 che, dopo la sbornia edonista degli anni Ottanta, si sentiva smarrita.
Non a caso, il film si chiude con una didascalia emblematica: «Dedicato a tutti quelli che stanno scappando».





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