L’ultima caccia: il film stasera su Iris

L’ultima caccia: il film stasera su Iris

Va in onda stasera 22 gennaio, alle 21 su Iris il western di Richard Brooks L’ultima caccia, con Robert Taylor,…


Va in onda stasera 22 gennaio, alle 21 su Iris il western di Richard Brooks L’ultima caccia, con Robert Taylor, Stewart Granger, Russ Tamblyn e Debra Paget. Uscito nel 1956, è tratto dall’omonimo romanzo di Milton Lott, adattato per lo schermo dallo stesso Brooks. Il regista di film memorabili come Il seme della violenza, La gatta sul tetto che scotta, Il figlio di Giuda e A sangue freddo si cimenta con il genere nella sua dimensione più tragica e realistica, nel primo dei suoi tre western, girato subito dopo Il seme della violenza. Ambientato in un West in cui i cacciatori di bisonti hanno ormai decimato gli animali, principale fonte di sostentamento dei nativi americani, L’ultima caccia è uno splendido apologo sull’avidità e la follia.

La storia prende il via quando Sandy McKenzie (Granger) parte per la sua ultima caccia col suo nuovo collega, Charles Gibson, un uomo ossessionato dall’uccisione di intere mandrie di bisonti. Dopo aver ucciso un gruppo di indiani, Gilson prende in ostaggio una donna (Debra Paget) e suo figlio. La presenza della donna aumenta la tensione tra i due uomini, e la paranoia di Gilson conduce a un inevitabile scontro.

La scena finale de L’ultima caccia è stata citata da Stanley Kubrick in Shining. Robert Taylor, generalmente impiegato al cinema per la sua bellezza in ruoli positivi o comunque seducenti, qua è un villain eccezionale, mentre Stewart Granger, interprete di film d’avventure come Il prigioniero di Zenda, è perfetto nel ruolo dell’uomo stanco di uccidere e capace di compassione. Con loro c’è Russ Tumblyn, attore e ballerino di rara bravura, noto per i ruoli in Sette spose per sette fratelli e il successivo West Side Story, che qua è un giovane di sangue misto. In tempi in cui a Hollywood la diversità era un concetto ancora sconosciuto, infatti, le parti degli indiani sono affidate ad attori bianchi: la squaw è Debra Paget, che sostituì la prescelta Anne Bancroft, infortunatasi cadendo da cavallo dopo tre settimane di riprese.

L’ultima caccia fu girato in estate, negli splendidi set naturali del South Dakota, durante il periodo di sfoltimento dei bisonti, all’epoca annuale. I bufali vennero dunque veramente uccisi, ma nell’ambito di una pratica ufficiale di controllo della popolazione animale, allora tutt’altro che estinta, al contrario dell’epoca in cui è ambientato il film. Il caldo era così forte che Stewart Granger, costretto a indossare un pesante abbigliamento invernale, svenne, e la troupe dovette letteralmente tagliargli i vestiti addosso per farlo riprendere. Tra Granger e Brooks non correva buon sangue, specialmente quando il regista sposò l’ex moglie dell’attore, Jean Simmons. Qualunque siano state le difficoltà della lavorazione, quel che conta è il risultato eccellente. L’ultima caccia resta negli annali della storia del cinema come uno dei western più potenti mai realizzati.

 





COMMENTI
Lascia una risposta

Vedi tutto