Luciano Vincenzoni, addio

Luciano Vincenzoni, addio

E’ scomparso ieri, a 87 anni Luciano Vincenzoni. Uno dei più grandi sceneggiatori italiani, autore di film che hanno fatto la storia del cinema come “Il ferroviere”, “Sedotta e Abbandonata”, “Signore e Signori” di Pietro Germi; “La grande guerra” di Mario Monicelli Monicelli e con Sergio Leone ha posto le basi del western all’italiana. Lo ricordiamo attraverso le parole di Virginia Zullo che lo ha intervistato per noi qualche mese fa


Maestro,

ti emozionavi un po’, tu talvolta cinico e scostante per troppa intelligenza, quando ti chiamavo così .

La notizia della tua morte mi ha colto mentre uscivo dal cinema, ho visto un brutto film come se ne vedono tanti da quando hai smesso di scriverli tu.

Fu l’amico Giovanni Albanese a consigliarmi di leggere il tuo meraviglioso libro “Pane e Cinema”.

M’innamorai di quel libro e ti cercai, grazie alla struttura diretta da Giovanni Minoli su Rai Storia, riuscii a portare nella tua bella casa ai Parioli una troupe della Rai e poi ad intervistarti per DaringToDo.

Mi mettevi una soggezione infinita, sapevo di trovarmi di fronte ad un genio.

Non dimenticherò mai i nostri pomeriggi passati a parlare, non mi stancavo mai di ascoltarti, mi facevi ridere, pensare e sognare . Mi piaceva il tuo carattere impossibile come il mio…

Nessuno sapeva raccontare le cose come facevi tu, ogni tua parola è stata una lezione impagabile .

Ho cercato di vedere tutti i film che hai scritto ma sono così tanti che ancora non ci sono riuscita .

Non dimenticherò mai la tua eleganza, l’ironia meravigliosa, il senso del ritmo, della battuta secca. Miravi all’essenziale, sempre, perché è questa la qualità più importante di un grande sceneggiatore di cinema.

Mi hai insegnato a capire cos’è il vero cinema, come potrò mai ringraziarti ?

L’ultima volta che ti ho incontrato ti eri trasferito nel meraviglioso attico di tua figlia Sara. Faceva un caldo boia, mi dicesti ;”vai sul terrazzo guarda che bello…”, ti congedasti in fretta perché non stavi bene, quando ti alzasti scoppiai a piangere, mi guardasti  e capii in quel momento che non t’avrei più rivisto.

Tua figlia mi offrì una buonissima macedonia con un bicchiere di ottimo vino bianco freschissimo,  come te appartiene alla categoria di essere umani che più mi  piacciono: i bon vivant.

Andai via piangendo perché capivo che soffrivi.

Luciano mi spiace molto che questa Italia martoriata ti abbia dimenticato troppo in fretta, ma stai certo che noi malati di cinema non ti dimenticheremo mai.

(Virginia Zullo)

https://www.youtube.com/watch?v=PGL_sLDnn40

 





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto