Lo squalo di Steven Spielberg, il film stasera su Rete 4

Lo squalo di Steven Spielberg, il film stasera su Rete 4

Va in onda stasera alle 21:25 su Rete 4 Lo squalo (1975), il film diretto da Steven Spielberg, con Roy Scheider, Richard Dreyfuss e…


Va in onda stasera alle 21:25 su Rete 4 Lo squalo (1975), il film diretto da Steven Spielberg, con Roy Scheider, Richard Dreyfuss e Robert Shaw. Lo squalo ha vinto tre premi Oscar, per miglior suono, miglior montaggio e migliore colonna sonora. Il film racconta la storia di uno sceriffo, un oceanologo e un pescatore che vanno a caccia di un grande squalo bianco.

La cittadina costiera di Amity è perseguitata da uno squalo bianco che miete vittime. La stagione balneare è a rischio, anche perché lo sceriffo Martin Brody (Scheider) vorrebbe impedire la balneazione. Si trova un compromesso, così parte una spedizione per individuare e uccidere il pericoloso predatore. Ne fanno parte lo stesso Brody, che pure è terrorizzato dall’acqua, l’anticonformista oceanologo Matt (Dreyfuss) e il cacciatore di squali Quint (Shaw). L’epilogo della vicenda sarà parzialmente inaspettato.

Lo squalo è considerato il primo vero “blockbuster” del cinema moderno. Costato 7 milioni di dollari dell’epoca, ne incassò 470 in tutto il mondo, diventando un fenomeno di costume, con file interminabili al botteghino e svenimenti di fronte alle scene più cruente. Il paradosso è che la sua lavorazione fu tutto fuorché trionfale: un giovanissimo Spielberg, non ancora celebre, pretese di girare sul serio sull’oceano. La troupe subì cambi della marea e danni da acqua salata, la lavorazione si protrasse oltremisura. Se il film non avesse riscosso un tale successo, la carriera di Steven sarebbe terminata lì.
Il lungometraggio è famoso anche per l’essenziale e incalzante colonna sonora di John Williams, iconica come l’intero film e alcune sue battute (“Ci serve una barca più grande”). Curiosamente l’Oscar al montaggio andò a Verna Fields, perché Spielberg non aveva ancora incontrato sulla sua strada il mitico Michael Kahn.





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