“L’imbroglio nel lenzuolo”, quando il cinema faceva paura. Le immagini

“L’imbroglio nel lenzuolo”, quando il cinema faceva paura. Le immagini

Un’opera sulla magia del cinema, “L’imbroglio nel lenzuolo” il film di Alfonso Arrau prodotto da Maria Grazia Cucinotta arriva oggi…


Un’opera sulla magia del cinema, “L’imbroglio nel lenzuolo” il film di Alfonso Arrau prodotto da Maria Grazia Cucinotta arriva oggi in sala dopo un’anteprima al Taormina Film Fest dove l’attrice siciliana ha raccontato la gestazione dell’opera, andata in porto dopo lunghe attese grazie a Rai Cinema, Sicilia film commission e Regione Sicilia.

Un film dal respiro internazionale, con un cast di primo livello “costretto” a recitare in italiano – finalmente –, la cinematografia del premio Oscar Vittorio Storaro ed una scelta delle location di grandissima suggestione. Girato tra la Campania e la Sicilia, “L’imbroglio nel lenzuolo” è un’implicito inno alla bellezza del Sud.  Che non è solo la bellezza della Cucinotta, immortalata in una scena di nudo (castissimo) per la quale, ha assicurato,  non s’è servita di alcuna controfigura.

E sarà il caso a questo punto di fare chiarezza sul titolo poiché il lenzuolo citato non rimanda a nulla di piccante; è lo schermo usato per le proiezioni, quel lenzuolo dove si materializzavano la magia, lo stupore,  i sogni che la “macchina infernale” ha trasmesso sin dal primo momento. Non a caso il film si apre con una citazione, il treno che entra in stazione dei fratelli Lumiere. La reazione del pubblico la conosciamo: paura.

Tratta dal romanzo di Francesco Costa, la storia è ambientata nel 1905.

LA SINOSSI Il cinematografo, la grande novità del momento, il miracolo a cui nessuno sa ancora dare una spiegazione, conquista il Sud dell’Italia.
Sta per iniziare una nuova epoca caratterizzata dal progresso e dalle nuove invenzioni. Le “sciantose” vengono spodestate dal loro ruolo di “femme fatale” per essere sostituite dalle “femmine finte” che sorridono suadenti e maliziose sul lenzuolo, le biblioteche chiudono, i teatri perdono i loro spettatori.
Ogni sera in teatro accorrono migliaia di spettatori per assistere alle prime proiezioni… «Quei piccoli raggi di luce che portano la vita sopra a un lenzuolo» …

Anche Federico ne rimane affascinato. Guardando le immagini tremolanti che scorrono sul lenzuolo, il ragazzo intuisce la vera magia di questa nuova invenzione. Si rende conto che il  cinematografo dà l’immortalità, sconfigge la  morte, cosa che la medicina  non  è  in  grado  di fare.  Decide così di abbandonare gli studi di medicina, con gran dolore di sua madre Alma che, per sbarcare il lunario, suona il pianoforte  durante le proiezioni delle prime pellicole mute nel teatro di Don Gennarino Pecoraro.
Don Gennarino, libidinoso produttore di origine partenopea, stanco di proiettare le pellicole degli a
ltri, confida a Federico, di voler produrre il suo primo film. Il ragazzo ha un lampo di genio: si improvvisa direttore di scena e lo convince ad affidargli l’incarico di scrivere una nuova storia, che secondo le richieste di Don Gennarino dovrà avere come protagonista una bella femmina con le “zizze” enormi mentre secondo la sorella di Don Gennarino, Elena, puritana e bigotta, dovrà essere una storia edificante. La storia scelta è quella biblica de “La Casta Susanna”.
Federico porterà confusione e sconquasso nell’affascinante vita di Beatrice, scrittrice e giornalista torinese, trasferitasi in Sicilia in una meravigliosa villa sulle rive di un piccolo lago, per scrivere una storia a puntate sul quotidiano locale, l’Osservatore del Sud. Inoltre porterà scandalo e vergogna nell’esistenza di Marianna, protagonista inconsapevole del film. Una bellezza selvaggia, povera ed analfabeta, che si guadagna da vivere togliendo il malocchio e curando i paesani con erbe e pozioni medicamentose.

Nel cast: Maria Grazia Cucinotta, Anne Parillaud (indimenticabile interprete di Nikita) Geraldine Chaplin, i giovani  Primo Reggiani e Miguel Angel Silvestre.





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