Le interviste on the road di David Lynch: quando la realtà sconfigge la fiction

Le interviste on the road di David Lynch: quando la realtà sconfigge la fiction

Il cinema si re-inventa, esce dal grande schermo e finisce on-line. Si fa spot, documento e storia disponibile a tutti…


Il cinema si re-inventa, esce dal grande schermo e finisce on-line. Si fa spot, documento e storia disponibile a tutti i cybernauti della terra. David Lynch, il regista del surrealismo americano, il primo giugno ha lanciato in internet la sua ultima sfida al mondo cinematografico. The Interview project è un viaggio di 20000 miglia che Lynch ha realizzato con la sua troupe attraverso gli Stati Uniti, per un totale di 70 giorni. Durante questo periodo, Lynch ha incontrato un centinaio di persone e le ha intervistate senza un piano cinematografico o documentaristico preciso. Come afferma lo stesso regista nella sezione About del sito http://interviewproject.davidlynch.com: “si tratta di interviste a persone qualunque, trovate agli angoli della strada, nei bar, nelle zone di sosta delle autostrade, ma ognuna di queste persone è differente” e a suo modo unica.

The interview project è stato appositamente ideato come un viaggio virtuale della durata di  un anno intero. Le 121 brevi interviste di Lynch, infatti, saranno pubblicate una ogni tre giorni fino a giugno 2010. Per ora quelle caricate sul sito sono quattro. Ogni intervista non dura più di due minuti e l’introduzione a ciascuna è fatta da Lynch in persona. Quella che apre la serie è di un certo Jess, un uomo di 64 anni, incontrato su una strada di Needes, in California. Bastano solo due minuti a Lynch per tirar fuori dalla bocca di Jess una frase come: “Non sono orgoglioso di nulla, se non di essere vivo”.

La seconda intervista è ancora più sconvolgente. Tommy Holliday è un uomo di 54 anni che vive in Kingman, Arizona, con il suo cane Pee Wee. Lynch lo ha incontrato nel parcheggio del Kathryn Heindereich Adult Center e lo ha intervistato davanti al suo comioncino rosa. Tommy comincia a raccontare la sua storia dal principio, dalla sua nascita in una famiglia povera a Houston in Texas. Dopo pochi minuti ecco il colpo di scena: Tommy sta passando questo momento della sua vita aspettando di ricongiungersi alla sua amata. Deve solo finire di scontare la libertà vigilata che gli è stata inflitta per aver aiutato a seppellire un uomo senza autorizzazione. Questo uomo è stato ucciso proprio dalla sua fidanzata perché la perseguitava. Con ogni intervista Lynch sembra voler dimostrare come la realtà a volte sia più sorprendente di qualsiasi sceneggiatura cinematografica. (V.T)





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