La vie d’Adèle di Abdellatif Kechiche

La vie d’Adèle di Abdellatif Kechiche

Il vincitore di Cannes arriva in un momento particolare per la Francia


Quest’anno il Festival del Cinema di Cannes ha deciso di premiare con la Palma d’oro il film dal titolo “La vie d’Adéle” del regista franco tunisino Abdellatif Kechiche e le due attrici protagoniste Adele Exarchopoulos e Lea Seydoux. Il film racconta la storia dell’amore tra due ragazze ed è ispirato ad una graphic novel, inedita in Italia, intitolata “Le bleu est une couleur chaude” di Julie Maroh. Per la prima volta il Festival premia con il riconoscimento più importante un film che ha come tematica principale l’amore omosessuale, tratto da un’opera a fumetti.

“La vie d’Adèle”, la vita di Adele è il racconto dell’esperienze di Adèle (Adele Exarchopoulos). La ragazza frequenta il liceo, ama molto leggere e da grande vorrebbe fare la maestra; crescendo ha i primi approcci con la sessualità. Dopo una prima disastrosa avventura con il compagno Thomas e un bacio rifiutato da un’amica, un giorno incontra Emma (Lea Seydoux) una studentessa di Belle Arti con i capelli blu con la quale inizia una relazione.

Per il regista del film, questa è stata la prima esperienza al Festival di Cannes ma alcuni dei suoi lavori avevano già vinto svariati premi tra i quali il Leone d’oro a Venezia. Nel 2000 si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento in laguna con il film “Tutta colpa di Voltaire“, nel 2005 ha vinto quattro premi César con “La Schivata“, nel 2008 ha vinto tre premi con “Cous Cous” e nel 2010, sempre a Venezia, presentò “Venere nera“. Abdellatif Kechiche ha una tecnica di regia molto personale e facilmente riconoscibile: lunghi piani di sequenza, scene di vita quotidiana, dialoghi che sembrano improvvisati e una grandissima attenzione per l’aspetto psicologico dei personaggi. La prima proiezione del film ha fatto molto discutere soprattutto per le lunghe scene di sesso tra le due protagoniste che il regista ha però spiegato essere necessarie per capire fino in fonda la profondità del loro rapporto.

Lea Seydoux  è già nota sia in Francia che a livello internazionale.  L’attrice ventisettenne ha fatto parte del cast di film come “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino e “Midnight in Paris” di Woody Allen. Adele Exarchopoulos, l’altra protagonista del film, è invece un’esordiente. La scelta di premiare tre persone per uno stesso film è stata compiuta da Steven Spielberg che presiedeva la giuria con la seguente motivazione: “Una grande storia d’amore, e per noi è un privilegio vederla nascere e tramontare. (…) Come giurati siamo rimasti stregati da queste attrici formidabili…”

“La vie d’Adèle” è stato premiato proprio nei giorni in cui a Parigi si sono svolte delle manifestazioni contro l’approvazione della legge che ha legalizzato i matrimoni e le adozioni per le coppie omosessuali. Il regista, ricevendo il premio, ha voluto dedicarlo alla gioventù francese: “questa bella gioventù di Francia che mi ha insegnato molto riguardo lo spirito di libertà” e ha aggiunto un pensiero per un’altra gioventù “quella della rivoluzione tunisina, per la loro aspirazione a vivere liberamente e ad amare liberamente”.

La vie d’Adèle- clip del film





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