La recensione: Giovane e Bella, indagine sull’inconfessabile femminile

La recensione: Giovane e Bella, indagine sull’inconfessabile femminile

Giovane e Bella, Jeune et Jolie, scritto e diretto da François Ozon è un indubbiamente un film da vedere


La protagonista, Isabelle, magistralmente interpretata dalla bellissima Marine Vacth, di famiglia borghese, apparentemente ha tutto, tuttavia si prostituisce esattamente come la protagonista di Bella di giorno, il film capolavoro del 1967 di Luis Buñuel, tratto da un romanzo di Joseph Kessel del 1929 e sceneggiato da Buñuel con Jean-Claude Carrière. Il film di Buñuel racconta di una splendida signora borghese, interpretata da una superba Catherine Deneuve, che si prostituisce all’insaputa del marito senza un vero perché dato che la jeune_jolie_couvDPposta in gioco non è il danaro,  come  la giovane e bella del film di Ozon  che non usa per nulla il danaro che riceve dagli uomini, entrambe appartengono all’alta borghesia parigina.

Andiamo alla trama: Isabelle, studentessa diciassettenne, perde la verginità durante le vacanze estive, tornata in città, dove vive con il fratello minore, la madre e il patrigno, decide di prostituirsi diventando una prostituta d’alto bordo sotto lo pseudonimo di Lea. Durante un rapporto sessuale il suo cliente più affezionato muore d’infarto, è costretta a smettere a causa degli accertamenti della polizia che avvertono la madre sull’attività della figlia. Il film è suddiviso in quattro capitoli, come le stagioni di un anno, accompagnati da quattro meravigliosi brani di Françoise Hardy.

La magia del film di Ozon sta nella capacità di indagare il desiderio femminile nel suo versante inconfessabile. Ozon riesce con semplicità a  “dire” ciò che la protagonista non dice e cioè il suo godimento di prostituirsi non per danaro ma per un desiderio, forse perverso, di essere puro oggetto di godimento per l’ altro. Un film che rispolvera il tema caro a molti film di Buñuel e cioè l’ambivalenza enigmatica del desiderio femminile.
Ozon non è Buñuel ma certo gli sa strizzare bene l’occhio…

C’è una sequenza nel film di Ozon che meglio esemplifica la scissione della protagonista: ad una festa tra adolescenti Isabelle conosce un suo coetaneo si guardano, si piacciono, in una meravigliosa Parigi all’alba passeggiano , si baciano dolcemente , lui le propone di andare da lui a fare l’amore e Isabelle, la Lea che si fa scopare da chiunque la cerchi per trecento euro, si sottrae con dolcezza ed eleganza dicendogli che non è bello far l’amore la prima volta che ci s’incontra.

Questa volta, è chiaro, non è Lea a parlare ma Isabelle un’adolescente come tante, pudica e timorosa come tutti i benpensanti vorrebbero che fosse una giovane e bella adolescente.

E Lea? , sul finale che non svelerò, comprendiamo a pieno che il desiderio di Isabelle di essere Lea non è qualcosa di così terribile e che il desiderio femminile e il  fascino che ne deriva , talvolta- i moralisti chiudano le orecchie- passa anche attraverso il suo essere Lea. (Virginia Zullo)

 

Giovane e Bella di François Ozon. Con: Marine Vacth, Charlotte Rampling, Frédéric Pierrot, Géraldine Pailhas, Nathalie Richard, Johan Leysen. Il film è in sala dal 7 novembre.





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