La legge del mercato, lo spietato mondo del lavoro

La legge del mercato, lo spietato mondo del lavoro

Vincent Lindon alle prese con la falsità e l’ipocrisia della società odierna nella nuova opera di Stéphane Brizé, La legge del mercato


La crisi economica mondiale e le sue drammatiche conseguenze. Questo è il tema principale del nuovo film diretto da Stéphane Brizé, La legge del mercato, uno spaccato del mondo del lavoro attuale, in cui prevalgono solamente le truffe, i raggiri e le persone prive di scrupoli. Al centro di questo quadro tutt’altro che idilliaco trova posto la performance attoriale di Vincent Lindon. Entriamo nel merito.

Il protagonista della storia è Thierry, un uomo di 51 anni che dopo aver lavorato per ben 25 anni ha dovuto abbandonare il suo posto fisso a causa del trasferimento della sua azienda all’estero. Egli ha una moglie e un figlio portatore di handicap. Nonostante l’assidua frequentazione di una serie di corsi di formazione, non riesce a trovare una nuova occupazione. La situazione sembra naufragare, finché un giorno non viene assunto in un ipermercato nel ruolo di guardia contro eventuali borseggiatori. Quando la sua vita pare essersi ristabilita, l’uomo si troverà di fronte ad una scelta etico-morale da prendere. Il suo destino è a un bivio…

Distribuito nelle sale cinematografiche italiane dall’Academy Two, La legge del mercato è un film drammatico francese che vede al centro dell’obiettivo della telecamera l’attore transalpino Vincent Lindon (Les Salauds, Gibraltar) nelle vesti di un uomo assolutamente normale, semplice, che dovrà fare i conti con le spietate regole di un mercato che giorno dopo giorno fagocita senza pietà un numero indecifrabile di oneste persone che hanno la sola pretesa di voler lavorare per sopravvivere e mantenere la propria famiglia. Siamo perciò di fronte ad una vera e propria opera di denuncia, coprodotta dal regista e sceneggiatore d’oltralpe Stéphane Brizé (Entre adultes, Mademoiselle Chanbon) e da Lindon stesso. Piccola curiosità: i due lavorarono già insieme in occasione del film Quelques heures de printemps del 2012.

Una delle caratteristiche originali de La legge del mercato è sicuramente la scelta degli attori che circondano Lindon. Essi infatti sono in gran parte dei non professionisti, persone che nella vita reale svolgono gli stessi mestieri mostrati nella pellicola. Un elemento d’indubbio interesse, ma anche una dichiarata apertura nei confronti del popolo, contro i soprusi delle avide leggi del lavoro.

A differenza di quanto si possa pensare, il film ha un ritmo piuttosto spedito, senza cali di tensione, per tutti i 92 minuti di durata. Thierry è ben voluto da tutti: dall’impiegata di banca che lo esorta a stipulare un’assicurazione sulla vita in previsione (non troppo futura) della sua morte, a chi gli concede la possibilità di sostenere dei colloqui di lavoro via Skype al fine di evitare di averlo di fronte fisicamente. Nonostante le continue promesse, puntualmente non mantenute, egli si dimostrerà un uomo dotato di una salda moralità, una qualità che verrà messa severamente alla prova dalla società moderna, la quale non si farà problemi a far leva sulla sua necessità incombente di lavorare.

Come detto in precedenza, Thierry ha un figlio disabile, un elemento che rappresenta uno dei punti tematico-concettuali più alti della parte finale della pellicola e che costituirà il vero dilemma morale del protagonista.

Un film attuale, vero, reale e sincero. La legge del mercato vi aspetta nei migliori cinema.

La legge del mercato Trailer Youtube

Flavio Frontini





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