“La bellezza del somaro”, i cinquantenni “disperati” di Sergio Castellitto arrivano in sala

“La bellezza del somaro”, i cinquantenni “disperati” di Sergio Castellitto arrivano in sala

Cinquantenni illuminati allo sbando, adolescenti normalmente disorientati, vecchi (anzi un vecchio) capaci di portare scompiglio laddove il politicaly correct è…


Cinquantenni illuminati allo sbando, adolescenti normalmente disorientati, vecchi (anzi un vecchio) capaci di portare scompiglio laddove il politicaly correct è regola quotidiana “Maneggiare un tema serissimo nell’acqua della commedia è scommessa ardua”, ammette Sergio Castellitto nelle note di regia de “La bellezza del somaro”, il film scritto da Margareth Mazzantini, che da venerdì 17 (porta bene), sarà in sala distribuito da Warner Bros. Terza prova di regista per Castellitto che per l’occasione riunisce un cast di primissimo piano con sorpresa: Enzo Jannacci.

E il tema serissimo è la vecchiaia, in un mondo di cinquantenni molto sazi di se stessi, moderni, attenti al loro aspetto, probabilmente“arrivati” anche se non si sa bene dove. Persone che l’argomento vecchiaia lo eludono bellamente. L’età è una nota dissonante nel fragile equilibrio personale e sociale che si sono costruiti. “L’impresentabilità che nella nostra società siliconata rappresentano la morte e la vecchiaia sarebbe soggetto più consono per una lettura drammatica. Invece no.  Mi interessa dissotterrare tutto l’umorismo possibile da un tema difficile. dice Castellitto –  Perché la commedia offre un’intelligenza, una leggerezza di lettura che si trasforma, se trattata con gusto, in analisi di costume, riflessione sarcastica eppure filosofica sulla nostra vita, sui nostri rapporti umani. Uomini attempati che si comportano come ragazzi, genitori di figli che li guardano, con una certa estraneità, avviarsi saltellanti con la sacca dello sport verso la palestra … Madri apparentemente altruiste, in realtà ego-riferite, preoccupate di quelle rughe che inesorabili appaiono sui loro volti. Una commedia per raccontare la nostra confusa inadeguatezza, ma anche per ricordarci la struggente nostalgia che in fondo tutti noi continuiamo ad avere per la verità delle relazioni umane”.

E così in questo cosmo di padri e madri, mariti e mogli, figli e fidanzatini ecco irrompere la “stonatura”; Armando (Enzo Jannacci) il nonno, quello dipinto come rivoluzionario perché è l’unico a non nascondere la propria età.

Un week end nella campagna toscana, un gruppo familiare con figli, quello di Marcello (Sergio Castellitto) e Marina (Laura Morante) allargato ad amici e conoscenze; si festeggia, si vive con leggerezza. Poi irrimpe il “vecchio” ed il puzzle del politicaly correct costruito da questi cinquantenni “troppo giovanili” comincia a sfaldarsi. Si troveranno,

in una commedia degli equivoci, a fare i conti con se stessi, i loro figli e l’epoca in cui viviamo. Marcello e Marina perdono i pezzi, di colpo si sentono inadeguati, le convinzioni cominciano a vacillare, gli amici vacillano con loro.

Nell’epilogo tragicomico, il castello di sabbia di questa generazione frana definitivamente. Marcello insulta il vecchio, dà un ceffone alla figlia per la prima volta in vita sua. Marina assiste incredula all’improvviso deragliamento del marito…Ma ci sarà tempo per una riconciliazione in un finale docile e misterioso che lascia spazio ad una riflessione sulla vecchiaia, sulla giovinezza e sulla faticosa età di mezzo.

Oltre ai già citatti Sergio Castellitto, Laura Morante ed Enzo Jannacci; nel cast: Marco Giallini, Barbora Bobulova, Gianfelice Imparato, Nina Torresi, Emanuela Grimalda,  Lidia Vitale, Renato Marchetti, Lola Ponce, Erika Blanc, Svetlana Kevral, Pietro Castellitto,  Valerio Lo Sasso, Valentina Mencarelli, Rudy Gandola, Riccardo Russo.





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