James Bond 007 non può essere una donna, parola di Rosamund Pike

James Bond 007 non può essere una donna, parola di Rosamund Pike

Negli ultimi tempi si parla molto di adattare celebri marchi alla nuova coscienza collettiva: donne, omosessuali, etnie differenti. La possibile trasformazione…


Negli ultimi tempi si parla molto di adattare celebri marchi alla nuova coscienza collettiva: donne, omosessuali, etnie differenti. La possibile trasformazione di James Bond in un personaggio femminile è stata già accolta piuttosto male. Non soltanto da polemiche via internet, ma anche da due celebri star. Prima Rachel Weisz aveva avanzato dubbi in merito, ora è il turno di Rosamund Pike, già in La morte può attendere.

Io scriverei una storia nuova. Voglio dire, James Bond è un personaggio creato da Ian Fleming. Naturalmente il brand non ha fatto che crescere, ma a questo punto prendete una Bond Girl e datele una storia. Per me il personaggio di James Bond è un uomo. Davvero. Ci vuole un personaggio in una serie del tutto indipendente, perché una donna dovrebbe accontentarsi di arrivare seconda? Perché dev’essere stata prima un uomo? Perché non creare un’agente donna tosta di suo?

La traduzione femminile di Ghostbusters non è andata bene al botteghino. Con le recenti dichiarazioni di Steven Spielberg, che ipotizzava in un futuro un Indiana Jones donna, commenti come quello di Rosamund Pike servono da utile contraltare.

 





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