Iqbal – Bambini senza paura, un esempio per tutti

Iqbal – Bambini senza paura, un esempio per tutti

La coppia composta da Michel Fuzellier e Babak Payami dà alla luce un cartone animato dai molteplici spunti riflessivi. Ecco a voi Iqbal – bambini senza paura


Cosa c’è di meglio di un film d’animazione che sappia far divertire i bambini e allo stesso tempo farli riflettere su temi importanti ed attuali? Nulla. Iqbal – bambini senza paura, infatti, svolge proprio questo compito, impartendo una sana lezione anche (e soprattutto) alle persone adulte più grandi. Il merito di questa azzeccata operazione è di Michel Fuzellier e Babak Payami, i quali hanno deciso di unire le forze per dare vita ad un cartone animato fra i più interessanti di sempre.

Il protagonista del nostro racconto è Iqbal, un ragazzino che vive in un villaggio sconosciuto in qualche parte del mondo. Nel corso degli anni, egli è diventato un abilissimo annodatore di tappeti, i cui nodi vengono chiamati “Bangapur”. Un giorno, per poter comprare le medicine utili per curare la polmonite del fratello, si lascia abbindolare da Hakeem, un subdolo imbroglione che si offre di acquistare le sue medicine in cambio della realizzazione di un tappeto per il suo amico Guzman. Iqbal casca nel tranello e viene venduto all’uomo che, insieme alla moglie, ha creato una vera e propria produzione clandestina di tappeti in cui fa lavorare un numero indecifrabile di bambini ridotti a schiavi ed impossibilitati a tornare nelle loro case. Tuttavia Iqbal è fortemente intenzionato a ribellarsi contro tale destino…

Distribuito nelle sale cinematografiche italiane dalla Academy Two, Iqbal – bambini senza paura è un film d’animazione francese diretto da Michel Fuzellier (autore, fra gli altri, della creazione degli ambienti e direttore artistico de La gabbianella e il gatto del 1998, di Momo alla conquista del tempo del 2001 e di Opopomoz del 2003) e dall’iraniano Babak Payami (One more day, Il voto è segreto e Silenzio fra due pensieri). Il cartone animato narra la storia reale di Iqbal Masih, un bambino pakistano diventato il simbolo della lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile in ogni angolo della Terra.

L’obiettivo dell’opera è quello di far riflettere le nuove generazioni su temi quanto mai delicati e spesso sottovalutati quali l’emigrazione, la corruzione dei potenti e la responsabilità del popolo occidentale che compra prodotti senza preoccuparsi assolutamente della loro provenienza né del modo con cui sono stati realizzati. A tutto ciò, ovviamente, si aggiungono, come detto in precedenza, lo sfruttamento del lavoro minorile e la conseguente schiavitù.

Iqbal – bambini senza paura è caratterizzato da un doppio stile grafico. Da una parte, infatti, trovano posto Iqbal e i suoi compagni di sventura, dall’altra i sogni del piccolo protagonista. Uno stratagemma estetico originale ed ingegnoso che rende la narrazione un mosaico multi-cromatico ricco di fantasia.
Questo cartone animato è dotato di una forza riflessiva intrinseca straripante. Per questo motivo e per i temi trattati, ne consigliamo vivamente la visione in particolar modo all’amministratore delegato di Air France Klm Alexandre de Juniac, il quale, di fronte ad un vasto pubblico di manager, uomini d’affari e diplomatici, domandandosi se sia giusto o meno far lavorare i bambini, nel dicembre 2014 dichiarò : “Come si fa a dire chi è un bambino, visto che un tempo il divieto era ai minori di 8 anni, poi è passato a 12 e poi a 16?”.

Flavio Frontini





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