Il ritorno di Eastwood tra Palme d’oro e una Gran Torino

Il ritorno di Eastwood tra Palme d’oro e una Gran Torino

Nessuno spazio a fraintendimenti: “Gran Torino” il nuovo film di Clint Eastwood, atteso nelle sale italiane il 13 marzo, non…


Nessuno spazio a fraintendimenti: “Gran Torino” il nuovo film di Clint Eastwood, atteso nelle sale italiane il 13 marzo, non è l’ennesima storia dedicata alla mitica squadra di Valentino Mazzola. Club granata avvisati dunque, anche se il film, che ha già sbancato al box office americano, per molti versi è di quelli destinati a rimanere nella memoria, e non solo dei cinefili. A 78 anni suonati, Clint Eastwood non solo s’è deciso a tornare sugli schermi (ed è la prima volta dopo Million Dollar Baby) ma ha anche ripreso in mano la Magnum 44, sì, proprio quella dell’ispettore Callaghan. Sia chiaro, “Gran Torino” non è un sequel che propone un Callaghan con le rughe, eppure il ruolo che Eastwood s’è cucito addosso è esattamente quello di un duro.  “Un tipo strano, un vero razzista, che però ha anche una redenzione”, lo definisce il regista – attore. E quando un gruppo di immigrati andrà a vivere vicino a lui, si troverà costretto ad affrontare i propri pregiudizi. Intanto rendendo “omaggio al talento di un grande maestro”, il Festival di Cannes gli ha consegnato a Parigi una Palma d’oro speciale. Eastwood l’ha ricevuta, privatamente, dalle mani di Gilles Jacob e di Thierry Fremaux mentre era di passaggio in Francia per l’uscita proprio di “Gran Torino”. Nota finale: il titolo del film riprende il nome di un’automobile cult degli anni ’70. (Antonella Durazzo)





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