Il mucchio selvaggio: il film stasera su Iris

Il mucchio selvaggio: il film stasera su Iris

Va in onda stasera 5 febbraio alle 21 su Iris il western di Sam Peckinpah, Il mucchio selvaggio. Uscito nel…


Va in onda stasera 5 febbraio alle 21 su Iris il western di Sam Peckinpah, Il mucchio selvaggio. Uscito nel 1969, è unanimemente considerato un capolavoro del western ed è a oggi uno dei film più amati, citati e influenti della storia del cinema, che ha riscritto un genere portandolo alle sue radici più crude. Scritto dallo stesso Peckinpah insieme a Walon Green, ha un cast formato da “vecchie” glorie di Hollywood e caratteristi celebri, all’epoca di mezza età: William Holden, Ernst Borgnine, Robert Ryan, Warren Oates, Ben Johnson ed Edmond O’Brien.

La storia si svolge nel 1913 ed è quella di un gruppo di fuorilegge alle direttive di Pike Bishop (Holden), che dopo una rapina alla banca della ferrovia viene inseguito e decimato da un gruppo di tagliagole. I superstiti arrivano in Messico, ad Agua Verde, dove a comandare è l’esercito messicano del crudele generale Mapache, in lotta contro Pancho Villa, che offre diecimila dollari e Pike se si impadronerà per lui di un carico di armi dell’esercito americano, trasportate da un treno. Ma alla consegna delle armi uno dei membri del mucchio viene ucciso e i sopravvissuti, decisi a vendicarlo, uniti e in netta minoranza, ingaggiano una ferocissima lotta all’ultimo sangue contro gli uomini di Mapache, soli contro tutto il villaggio.

Il mucchio selvaggio, commovente inno all’amicizia e a un mondo che richiedeva sacrifici estremi anche ai cosiddetti cattivi, che potevano scegliere di fare la cosa giusta pur dopo una vita di scelleratezze, è passato alla storia anche per la violenza e per l’incredibile battaglia finale. Per girarla ci vollero 12 giorni e vennero sparate 10.000 pallottole. Nel film ci sono 2721 stacchi di montaggio, alcuni quasi impercettibili e subliminali.

Molte delle scene, tra cui la rapina al treno iniziale, furono improvvisate. Peckinpah mostrò il film in proiezione a New York a Jay Cocks del Time, che portò con sé l’amico Martin Scorsese. Oltre al loro assistettero all’anteprima altri due critici, letteralmente travolti dalla visione. Scorsese ha così raccontato l’esperienza: “Ne fummo ipnotizzati. Era chiaramente un capolavoro. Era vero cinema, un modo di usare il cinema che in nessun’altra forma sarebbe stato possibile. Non avrebbe potuto esser fatto diversamente. Vedere questo, da regista americano, fu estremamente elettrizzante”. Cocks ricorda che alla fine lui e Scorsese si girarono a guardarsi e rimasero senza parole. “Eravamo letteralmente folgorati. Ci guardavamo, scuotendo la testa, come se entrambi ci fossimo appena risvegliati dallo stesso sogno febbrile”.

Candidato a soli due Oscar, Il mucchio selvaggio resta ancora oggi quel capolavoro sconvolgente, i cui effetti si rinnovano ad ogni successiva visione.

 

 





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