Il mistero di Dante svelato da Louis Nero

Il mistero di Dante svelato da Louis Nero

Oggi nei cinema il film di Louis Nero: “Il mistero di Dante”, una ricerca sulle orme del sommo poeta tra storia, poesia e ipotesi esoteriche con protagonista F Murray Abraham che interpreta un alter ego di Dante


In parte per sfuggire all’Inquisizione, in parte per ricercare la forma linguistica ideale  i Fedeli d’Amore ricorrevano al linguaggio criptico della poesia. Chi erano? Trovatori e stilnovisti, cantori di un amore coincidente con l’assoluto. Tra loro ecco Dante che ai misteriosi Fedeli d’Amore dedica il primo sonetto de La Vita nuova. Al sommo poeta e agli enigmi di cui è costellata la sua opera e la sua biografia (non enigmi alla Dan Brown, ma qualcosa di molto meno action e più intrigante) è dedicato l’ultimo film del torinese Louis Nero, da stasera, 13 febbraio, al cinema. Data non casuale, vigilia di San Valentino.

Il punto di partenza di Louis Nero nell’analizzare l’aspetto misterioso di Dante è che i Fedeli d’Amore fossero degli iniziati, legati ai Rosacroce e agli antichi ordini cavallereschi, erano, secondo il regista, in qualche modo obbligati a parlare per metafora. Ecco allora la difficoltà nella loro interpretazione, i passi ostici e anche la ricerca permanente dell’amore, identificata alfine come ricerca della Verità.  Un gruppo che oggi, stando alla tesi sostenuta da Nero, avrebbe ancora degli eredi.     

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In una Torino d’ombra e di mistero il film riprende il percorso della Divina Commedia, in cui l’ascesa al Paradiso è necessariamente preceduta da una peregrinazione negli Inferi, eccezionalmente rappresentati dalla città sotterranea. Dall’Ottocento, tanti studiosi hanno cercato di svelare il segreto che si nasconde dietro le terzine dantesche. Attraverso l’esame delle manifestazioni della tradizione iniziatica occidentale, il film conduce in un viaggio dagli ordini di cavalleria, ai Rosacroce, fino al gruppo iniziatico del 1300 . Una sorta di guide virgiliane sono gli eminenti studiosi, che accendono qualche luce nell’intricato groviglio di interpretazioni simboliche, succedute nel tempo. L’obiettivo di tutti, anche se in apparenza divergente, è quello di suggerire nuovi percorsi verso strade “più illuminate”. E’ qui che il taglio diventa documentaristico, qui che s’incontrano anche volti noti del piccolo schermo, come Gabriele La Porta, Roberto Giacobbo, Valerio Massimo Manfredi.

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<<Un viaggio dalla circonferenza verso il centro. Dall’esteriore all’interiore. Un misterioso linguaggio, antico come il mondo. Una reminiscenza del meraviglioso mondo dantesco: da un’analisi esteriore all’evocazione di una possibile verità celata “sotto ‘l velame de li versi strani“. Dante continua a far riflettere e a sorprendere>>.

 

 





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