Il finale di 2001: Odissea nello spazio spiegato da Stanley Kubrick in un video del 1980

Il finale di 2001: Odissea nello spazio spiegato da Stanley Kubrick in un video del 1980

Il filmmaker giapponese esperto di fenomeni paranormali Jun’ichi Yaoi, nel 1980 arrivò in Inghilterra per intervistare Stanley Kubrick presso gli…


Il filmmaker giapponese esperto di fenomeni paranormali Jun’ichi Yaoi, nel 1980 arrivò in Inghilterra per intervistare Stanley Kubrick presso gli Elstree Film Studios situati a un’ora di strada a nord di Londra. Il regista stava terminando il lavoro di post-produzione per Shining e, in seguito alle notizie riportate dai media dell’epoca riguardo agli strani incidenti occorsi sul set, la Warner Bros garantì l’accesso agli studi alla troupe di Jun’ichi Yaoi probabilmente per mostrare che di paranormale non ci fosse proprio niente. Quando il filmmaker giapponese rientrò in Giappone, non montò mai il reportage con il materiale girato. È possibile che il network che l’aveva inviato a Londra non avesse ritenuto interessanti le riprese, considerato il fatto che Stanley Kubrick non si concesse per un’intervista video, ma soltanto per una chiacchiera telefonica.

Qualcuno ha recentemente acquistato a un’asta il riversamento su cassetta delle riprese e (sia benedetto per questo) l’ha caricato su YouTube per renderlo visibile a tutti. Nel video di 1 ora e 24 minuti qui sotto possiamo vedere il materiale grezzo del reportage in cui Jun’ichi Yaoi viene accolto dai collaboratori di Kubrick, inclusa la figlia Vivian che gli mostra il suo lavoro al making of del film e il magazzino con gli oggetti di scena. Sono immagini che fanno venire la pelle d’oca per l’emozione a qualunque fan di Shining.

Al minuto 45 vediamo e ascoltiamo una preziosissima chiacchiera telefonica tra Jun’ichi Yaoi e Kubrick. Il regista si scusa per non poterlo incontrare di persona (nonostante si trovi fisicamente in un’altra stanza degli Studios, ma la sua ritrosia alle interviste è sempre stata nota). Jun’ichi Yaoi fa il suo lavoro e gli pone domande quali: Hai poteri sovrannaturali? Puoi leggere nella mente degli attori? Conosci dimensioni parallele? A proposito degli UFO, pensi chegli alieni vengano a farci visita? La chiacchiera si svolge in modo molto educato con qualche risatina e le risposte di Kubrick sono assolutamente normali “mi piacerebbe, ma non è così”, “non ci ho mai pensato davvero” e “faccio cose che mi piacciono e spero che piacciano alla gente”.

A questo punto, con un certo candore, Yaoi gli chiede che se può spiegare l’ultima scena di 2001: Odissea nello spazio. La risposta di Stanley Kubrick è la seguente: “Ho cercato fino ad ora di evitare di dare spiegazioni. Quando spieghi le tue idee finisce che sembrano folli, mentre se le drammatizzi allora puoi farle sentire. Comunque ci provo. L’idea è che il protagonista sia stato preso da entità simil divine, creature di pura energia e intelligenza senza corpo né forma. Loro lo mettono in un luogo che si può descrivere come uno zoo umano per studiarlo e da quel momento in poi, la sua vita scorre in quella stanza senza percepire il senso del tempo. Semplicemente accade, così come lo si vede nel film”.

Kubrick continua: “Queste entità scelgono una stanza che replichi l’arredo francese, un arredo inaccurato perché noi supponiamo che loro possano avere un’idea di qualcosa senza esserne sicuri. Esattamente come noi non siamo sicuri di come arredare gli zoo per gli animali e tentiamo di replicare il loro ambiente naturale. Comunque, quando finiscono con lui, come accade in molti miti e molte culture del mondo, si trasforma in una sorta di super essere che viene rispedito sulla Terra, come se fosse una specie di Superman. A questo punto possiamo soltanto immaginare cosa succeda quando torna. È un disegno di una grande mitologia ed è questo ciò che cerchiamo di evocare”.





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