I Fantastici Quattro: la recensione del deludente reboot con Miles Teller

I Fantastici Quattro: la recensione del deludente reboot con Miles Teller

A distanza di dieci anni dal film di Tim Story, Josh Trank realizza il reboot de I Fantastici Quattro, ma il risultato è il peggior cinecomic della storia del cinema


Se alcuni super-eroi dell’universo Marvel funzionano bene sul grande schermo, altri hanno il grande difetto di non riuscire mai a convincere del tutto. Non stiamo parlando dello sfortunato Bruce Banner/Hulk che, dopo due insuccessi, ha ritrovato un briciolo di credibilità nella saga di The Avengers, ma di Mr. Fantastic, Donna Invisibile, Torcia Umana e La Cosa, il mitico gruppo di super-eroi creato da Stan Lee nel 1961. Un gruppo, conosciuto dal pubblico mondiale come I Fantastici Quattro, che Josh Trank ha deciso di riportare sul grande schermo dopo lo Scult del 1994 di Oley Sassone e i due fiacchi film del 2005 e del 2007 di Tim Story con Ioan Gruffudd, Jessica Alba, Chris Evans e Michael Chicklis.

Interpretato da un cast composto da grandi stelle in ascesa come Miles Teller, Kate Mara, Michael B. Jordan e Jamie Bell, I Fantastici Quattro riavvia la saga mostrandoci due giovanissimi Reed Richards (Miles Teller) e Ben Grimm (Jamie Bell)  catturare l’attenzione del dottor Franklyn Storm (Reg E. Cathey) grazie alla loro macchina per il teletrasporto. Inseriti in un team di ricerca scientifica mondiale e supportati da Johnny Storm (Michael B. Jordan), Sue Storm (Kate Mara) e Victor Van Doom (Toby Kebbell), i due perfezionano il dispositivo, creando i presupposti per una missione che modificherà per sempre il loro destino. Ma se Reed, Ben, Johnny e Sue utilizzeranno i super-poteri per proteggere l’umanità, lo stesso non si potrà dire di Victor Van Doom che farà di tutto per distruggere una volta per tutte il Pianeta Terra.

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Era veramente difficile fare peggio di Tim Story con un cast di questo livello, una distribuzione come la 20th Century Fox ed un budget di quasi cento milioni di dollari. Eppure Josh Trank è riuscito nella “impresa” di far rimpiangere il reboot del 2005 confezionando quello che è a tutti gli effetti il peggior film tratto dai fumetti della Marvel. Un film talmente confuso, caotico e sconnesso da lasciare una terribile sensazione di sgomento nello spettatore. In primis i quattro diventano “fantastici” dopo oltre sessanta minuti dall’inizio della proiezione. Come ben sappiamo un reboot affronta la genesi di un super-eroe ma l’eccessiva dilatazione della parte introduttiva costringe il resto del film ad essere sviluppato in meno di trenta minuti, inevitabilmente troppo pochi per dare qualsiasi tipo di spessore all’opera; inoltre un villain vero e proprio non c’è ed un super-eroe senza un super-cattivo da combattere perde inevitabilmente di efficacia. Ma non è tutto. L’assenza di una regia porta i protagonisti a muoversi senza una precisa direzione e a combattere contro tutti e nessuno (Doom? Gli scienziati?) in scene in cui l’azione e gli effetti speciali sono di una mediocrità disarmante. E la totale mancanza di unicità e coerenza nella narrazione, frammentata e caratterizzata da siparietti e battutine comiche forzate, hanno il difetto di infastidire più che divertire il pubblico in sala.

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A cosa sia dovuto un risultato così disastroso è difficile rispondere. Sicuramente non a Josh Trank che, con Chronicle, ha dimostrato di essere un regista da tenere d’occhio e che ha avuto l’ottima idea di dare a questo reboot un tono molto più dark rispetto alle classiche pellicole dedicate ai super-eroi. Probabilmente i problemi nascono da una serie di complicazioni tra Trank e la 20th Century Fox e tra Trank ed il protagonista Miles Teller che hanno portato il regista a dissociarsi dalla pellicola: Un anno fa avevo una fantastica versione di questo film che avrebbe ricevuto grandi recensioni – ha twittato amareggiato Trank – voi probabilmente non la vedrete mai. E purtroppo non possiamo che dare ragione a Trank e limitarci ad ingoiare il boccone amaro di un film che, pur avendo le potenzialità per essere un interessante cinecomic, si è rivelato uno dei buchi nell’acqua più clamorosi della storia del cinema di genere.

Il trailer de I Fantastici Quattro

Carlo Andriani





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