Hollywood e quella “musica” che non cambia mai

Hollywood e quella “musica” che non cambia mai

Hollywood, grande e sconfinata fucina di idee e creazioni che sono tutte finte è chiaro, ma i sogni che fa…


Hollywood, grande e sconfinata fucina di idee e creazioni che sono tutte finte è chiaro, ma i sogni che fa circolare, sono tutti originali ed anche le ambientazioni ed i dettagli, dovrebbero essere tutti nuovi, dedicati e creati allo scopo. O no? No.

A scoprirlo un agguerrito e paziente gruppo di blogger che hanno fatto tremare tutto il circo del cinema americano, svelando la verità sulla capacità di ripetere suoni, oggetti o ambientazioni che, forse per stanchezza o carenza di fondi o solo per semplice lassismo, sono le stesse tipo da decenni. L’articolo più gettonato? Il mitico  “Wilhelm scream”, il grido di Wilhelm, per la prima volta in onda dalla bocca di un soldato (Sheb Wooley) delle truppe di Gary Cooper nel film Distant Drums del 1951. Quel grido, il classico urlo disperato in punto di morte, lo si sente più o meno ovunque, in diversi anni, diverse scene e, tanto per ripeterci volutamente, diverse ambientazioni. È in una puntata dei Griffin, in Guerre Stellari sette o otto volte, in Batman e Kill Bill, in Ritorno al Futuro, in decine di cartoni animati vari, in Indiana Jones e perfino in Balle Spaziali, per dire. Inventare un altro grido al computer o farlo recitare ad un attore, no?

Secondo nell’ideale classifica, l’epico e agghiacciante “tuono/lampo al castello”. Nacque in “Frankenstein”, nel 1931. Giusto, c’era il castello, c’erano i lupi, c’era il mostro ed anche il temporale. Uguale preciso nell’incisione è finito anche in film che spaziano dal Miglio Verde a Star Trek, passando per Cleopatra fino a Bambi. Povero cerbiatto. Il viaggio continua, perchè non è finita, no no. Risulta quanto meno assurdo ed incomprensibile come siano riuscite, le menti californiane del cinema, ad utilizzare lo stesso numero dell’”Earl Hay Press”, giornale di Sum Valley, degli anni ’60 per quasi tutte le scene in cui un’attore sta appunto leggendo un giornale. Sempre la stessa pagina, sempre lo stesso articolo, da 50 anni a questa parte. Come il periodico, recuperate le invenzioni anti pubblicità occulta, dedicate a birra e sigarette. La dolce “Heisler”, nota bevanda proveniente dall’Isola che non c’è, era bevuta dalla Donna Bionica e dalle Disperate casalinghe moderne, mentre la Penzburg Beer la si vede in “Heroes” e “Terminator”. Nel finale, un colpo al cuore agli appassionati della serie cult degli ultimi anni. Signore e signori, l’aereo “Oceanic Airlines” di “Lost”, era rubato, dal set di “Decisione critica” con Steven Segal.

Visti i budget, si potrebbe chiedere alla grande fiction di essere un po’ più innovativa. (Davide Rabaioli)





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