Heart of The Sea, Chris Hemsworth rincorre il mito di Mody Dick

Heart of The Sea, Chris Hemsworth rincorre il mito di Mody Dick

È in tutte le sale il nuovo film di Ron Howard che con grazia, maestria e qualche piccolo caduta di stile, il regista tratteggia la velleità dell’animo umano di fronte all’immensa forza della natura. Emerge un Chris Hemsworth in totale stato di grazia: la RECENSIONE


Con il sottotitolo ‘Le origini di Moby Dick’ si presenta Heart of the Sea, il nuovo film di Ron Howard che annovera nel cast Chris Hemsworth (il celebre Thor dei film Marvel), Tom Holland (giovane promessa della modera cinematografia) e poi Benjamin Walker, Cillian Murphy e Ben Whishaw (ora in tv con London Spy).

La pellicola nella sua interezza funziona alla perfezione perchè il regista, grazie alle sue doti latenti, gioca con le emozioni del pubblico andando a costruire un archetipo narrativo di grande impatto emozionale, in bilico fra drama di formazione e survival movie. Il film ha i suoi momenti d’incertezza questo è pur vero, ma i palesi errori strutturali e narrativi, vengono saggiamente nascosti da una regia calda e pacata, da un ritmo incalzate e quasi mozzafiato e, soprattutto, dallo sguardo glaciale di un biondissimo e caparbio Chris Hemsworth.

L’incredibile storia vera che ha poi ispirato il celebre romanzo ‘Moby Dick’ – scritto da Melville – rivive nella pellicola di Ron Howard la quale, con caparbietà e qualche sconsideratezza, finisce per realizzare un prodotto dal grande respiro, invitante, assolutamente magnetico che, nonostante ha avuto una caduta di stile nell’ultima mezz’ora (annaspando in alcune trovate fin troppo eccessive), Heart of The Sea riesce comunque a brillare ed a imporsi grazie al suo sconfinato background che ha alle spalle. La caccia alle balene e la corsa nel trovare il così detto olio giallo, fonte primaria di scambio in una società di fine ‘800, è il punto di partenza del film. Il viaggio della Essex, mercantile distrutto dall’incredibile forza di una Balena Bianca, viene raccontata da uno dei sopravvissuti che, a distanza di anni, non ha ancora dimenticato le barbarie e gli stenti subiti. Un giovane ed attento Herman Melville, (autore poi del romanzo) ascolta basito questo racconto di indicibile crudeltà.
Ma al di là degli effetti speciali, dei personaggi dal grande appeal e dell’accurata ricostruzione storica, Heart of the Sea prima di tutto vuole essere un drama di formazione, un viaggio estenuante in un paradiso incontaminato, un resoconto dettagliato e disarmante della velleità umana di fronte all’ancestrale forza della natura. Uomo e bestia, vita e morte, mito e religione, sono tanti i temi che si frangono fra le onde del mare, temi che vengono sviscerati accuratamente, con semplicità e senza falsi moralismi. Il film di Ron Howard dunque oltre che celebrare un mito della letteratura – che a distanza di anni batte ancora nel cuore dei lettori – vuole puntare il dito sulla fragilità umana, sull’incomprensione di fronte ad una realtà sconosciuta ed a quella voglia di emergere ed imporsi come unici esseri pensanti sulla Terra.

Da Ron Howard forse con Heart of Sea ci si aspettava un film diverso, più intimistico (alla luce di questa profonda chiave di lettura), ma grazie ad un cast ben costruito dove traspaiono luci ed ombre di personaggi dal grande respiro, Heart of the sea rimane comunque un buon esperimento per un regista che osa senza dimenticare i gusti del pubblico.

Carlo Lanna





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