Film d’altri tempi al festival di La Rochelle. Nessun divo ma tante suggestioni

Film d’altri tempi al festival di La Rochelle. Nessun divo ma tante suggestioni

Si sono appena spenti i riflettori del [Festival di Cannes][1], ma la Francia continua a celebrare il suo amore per…


Si sono appena spenti i riflettori del [Festival di Cannes][1], ma la Francia continua a celebrare il suo amore per la settima delle [beaux arts][2]. Nel piccolo comune di [La Rochelle][3], a 480 km da Parigi, dal 26 giugno al 6 luglio avrà luogo il trentaseiesimo Festival internazionale del cinema. Qui, le grandi stelle hollywoodiane non sono bene accette. Pochi i giornalisti accreditati e pochissimi i party post-proiezioni. Si tratta di un festival d’èlite per chi ama il [cinema del passato][4] e chi vuole scoprire le nuove tendenze del cinema mondiale. Quest’anno il festival della Rochelle presenta una selezione di film inediti e recenti, accompagnata da una retrospettiva completa di [Jacques Doillon][5], un omaggio al talento emergente di [Ramin Bahrani][6] e a cinematografie sconosciute come quella malese. Uno dei curatori della edizione della kermesse francese è [Raymond Bellour][7],  autorevole teorico del cinema d’autore, del video, dell’arte e della letteratura, cofondatore con [Serge Daney][8] della rivista Trafic. Ispirandosi ad uno dei suoi libri, Le corps du cinèma. Hypnoses, èmotions, animalitès, Bellour ha dato vita ad una speciale programmazione di film risalenti all’epoca del muto in cui il filo conduttore è il tema dell’ipnosi unito a quello dell’allora nascente psicoanalisi. Bellour sembra partire dalle recenti conclusioni filo-cinematografiche di [Slavoy Zizek][9], contenute nella sua a dir poco peculiare Pervert’s guide to the cinema, per fare un viaggio a ritroso nel tempo arrivando agli anni venti del [Dottor Mabuse]10] (1922) di [Fritz Lang][11] o al Gabinetto del dottor Caligari di [Robert Wiene][12] (1919), pellicole dominate dall’attrazione per l’ipnosi e per i primi teoremi della psicoanalisi. All’interno della selezione di Belleuor, a parte i due film appena citati, ci sono quasi tutti film sconosciuti, recuperati dal critico nel corso degli anni. Sono film ammalianti, dove predominano atmosfere oniriche in cui i contorni delle scenografie sono spesso alterati e irregolari, segnati da una deformazione esplicita e tendenzialmente irrealistica. La materia scenica s’impregna delle ossessioni dei personaggi. Gli spazi sembrano essere così dei “paesaggi impregnati d’anima” (Eisner). Fra i tanti film riesumati dal teorico francese c’è Trilby di [Maurice Tourneur][13], la prima pellicola del regista dell’Ultimo dei Mohicani, che risale al 1915, anno in cui Tourneurpartì da Parigi alla volta dell’America. (Valeria Tarallo)

[1]:http://tuttosulgossip.blogspot.com/2009/06/festival-di-cannes-eva-longoria.html

[2]:http://toscanaincartellone.blogspot.com/2009/06/le-fotografie-di-rene-radka-al-mnaf.html

[3]:http://it.wikipedia.org/wiki/La_Rochelle_(Charente-Maritime)

[4]:http://www.megamodo.com/200933400-tuscia-film-fest-2009-unedizione-da-oscar/

[5]:http://fr.wikipedia.org/wiki/Jacques_Doillon

[6]:http://www.cineblog.it/post/12262/venezia-65-goodbye-solo-a-country-teacher

[7]:http://lnx.canonclubitalia.com/news/fra-le-immagini-fotografia-cinema-video-di-raymond-bellour-wwwletteracom.htm

[8]:http://associazionelevel5.com/2009/04/09/lo-sguardo-e-levento-%E2%80%93-marco-dinoi-il-cinema-i-media-limpegno-di-mario-vetrone-whipart/

[9]:http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_zizek+slavoj-slavoj_zizek.htm

[10]:http://www.liquida.it/search/dottor-mabuse/

[11]:http://www.ladestra.info/?p=4562

[12]:http://filmscoop-it.blogspot.com/2009/04/recensione-il-gabinetto-del-dottor.html

[13]:http://www.cineblog.it/post/14630/cult-de-sac-i-400-film-da-portarsi-sullisola-deserta-se-riuscirete-a-farceli-stare-tutti





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