Fabio Volo, rieccolo

Fabio Volo, rieccolo

Non è piaciuto a Gianni Amelio e all’organizzazione del Torino Film Festival l’aver dovuto posticipare di un giorno, contro la…


Non è piaciuto a Gianni Amelio e all’organizzazione del Torino Film Festival l’aver dovuto posticipare di un giorno, contro la prevista proiezione di domenica, la presentazione festivaliera de “Il giorno in più”, la commedia romantica di Massimo Venier tratta dall’omonimo best-seller di Fabio Volo (2007, Mondadori) al cinema da venerdì 2 dicembre, distribuito in oltre 400 copie.

La conferenza stampa, ieri mattina, non poteva essere disturbata dall’anteprima torinese, e tanto basti a raccontare quante attese ci siano su questo film, del quale Volo è anche protagonista, insieme a Isabella Ragonese e con un nutrito cast di attori che comprende – tra gli altri – Camilla Filippi, Roberto Citran, Pietro Ragusa e la partecipazione di Luciana Littizzetto, Lino Toffolo e Stefania Sandrelli.

E mentre schiere di donne d’ogni età, memori del romanzo, aspettano di poter ritornare ad innamorarsi dell’innamoramento, l’autore-attore si è lanciato in una calorosa difesa della sua generazione (?), la generazione di quelli che navigano intorno ai 30 anni (lui in effetti, classe 1972, viaggia intorno ai 40) ed ai quali, si rivolgono in maniera privilegiata i suoi fortunati libri, non ultimo quello dal quale è tratto il film.

Sarà per questo che ha il sapore dell’adulazione il discorso fatto in conferenza stampa: ”La nostra generazione di trentenni non è di bamboccioni e spaesati, stiamo solo vivendo la difficoltà di essere ciò che siamo e di relazionarci agli altri. – ha detto –  I miei personaggi non hanno la sindrome di Peter Pan ma mettono se stessi al centro, hanno desideri reali, non indotti come sposarsi e fare figli”.

 

Intanto il multiforme artista ha ripreso la sua trasmissione su Radio Deejay “Il Volo del mattino” programma quotidiano con milioni di ascoltatori che al mattino gli raccontano sogni e fatti quotidiani, e non è tutto: l’autore-attore-conduttore presto dovrebbe tornare anche in tv. Per la prima volta l’ex volto de Le Iene sarà su RaiTre, protagonista di tre seconde serate a settimana.

Mercoledì, giovedì e venerdì, dunque nello spazio occupato fino all’anno scorso dalla trasmissione satirica di Serena Dandini. Insomma, il Volo “pigliatutto”, quello che piace perché non è bello ma ha tante cose da dire, è tornato in grande stile.

 

Ma torniamo al film. Per chi non avesse letto il libro, ecco la storia.

Giacomo Pasetti è bravo nel lavoro, con le donne e soprattutto nell’evitare accuratamente ogni sorta d’impegno affettivo e sentimentale. La sua vita cambia quando incontra una ragazza su un tram, un’apparizione improvvisa in mezzo ai passeggeri, uno scambio di sguardi, una bellezza sfuggente che diventano presto una vera e propria ossessione.

La incontra tutte le mattine andando a lavorare sul trenta barrato che attraversa la città. Ma si può amare una donna di cui non si conosce nemmeno il nome? Quando finalmente riesce a parlarle e passare una serata con lei viene a sapere che si chiama Michela ed è il suo ultimo giorno in Italia, sta per andare a vivere a New York, le hanno offerto un incarico in una prestigiosa casa editrice.

Un bacio lunghissimo e poi più niente, solo un saluto dal finestrino di un taxi. Si sono incontrati troppo tardi. A Giacomo propongono un grosso affare in Sud America, lui accetta, ma durante il trasferimento l’aereo fa scalo in una città non troppo distante da New York. È un attimo, un impulso irresistibile. È il cuore a comandare. Giacomo scende dall’aereo.

La va a cercare. Michela non sembra così contenta di rivederlo, ha fatto di tutto per tagliare i ponti col suo passato, con l’Italia e gli uomini italiani e adesso Giacomo sembra risucchiarla all’indietro. Davanti alla diffidenza di Michela, lui le propone di fare i fidanzati a tempo, solo per quei pochi giorni che lo separano dal suo ritorno in Italia.

È un gioco stupido, ma perfetto per due persone che si piacciono e hanno una paura matta di lasciarsi andare. E di ammettere di essersi innamorati.

 

Il regista Massimo Venier

 





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