European Film Awards: poche chance per gli italiani. I papabili

European Film Awards: poche chance per gli italiani. I papabili

Anche noi europei abbiamo, per il cinema del nostro Continente, una sorta di Oscar: gli European Film Awards. In attesa…


Anche noi europei abbiamo, per il cinema del nostro Continente, una sorta di Oscar: gli European Film Awards. In attesa di sapere chi vincerà l’ambito riconoscimento, che sarà assegnato il 12 dicembre nella Ruhr, in Germania, regione capitale europea 2010 della cultura, possiamo scorrere l’elenco delle nomination.

Leggendo i titoli del film candidati al massimo riconoscimento, quello per Miglior Film Europeo 2009, viene spontaneo pensare come sia in realtà fasulla e preconcetta l’idea che gli USA siano, cinematograficamente parlando, il centro del mondo.
Il cinema europeo è da sempre sinonimo di qualità, di uno sguardo sul mondo più profondo e disincantato di quello che riescono a dare le grandi produzioni statunitensi.

statueI film europei della scorsa stagione, però, hanno saputo imporsi non solo sulla critica, ma hanno fatto incetta anche di spettatori e premi mondiali, pur senza snaturarsi. Troviamo infatti tra i candidati il profondo e splendidamente recitato The Reader, il campione di incassi The Millionaire, che si è già portato a casa ben 8 statuette dagli Oscar americani. Sempre candidati come miglior film ci sono anche il vincitore del festival di Cannes Il nastro bianco, l’horror rivelazione svedese Lasciami entrare, oltre che all’inglese Fish Tank e al francese Un profeta. Difficile davvero stabilire quale di queste pellicole sia la più meritevole e una tale ricchezza di film di valore fa davvero la gioia degli amanti del cinema.

Altrettanto combattuto sarà anche il premio per il miglior regista. Qui, però, forse, Michael Haneke, per il suo triste e splendido Il nastro bianco, ha qualche possibilità di imporsi su registi di altrettanta esperienza, ma che non presentano quest’anno film completamente riusciti come Lars von Trier, in gara con il controverso  Antichrist e Almodovar, non al massimo della forma con Gli abbracci spezzati.
E gli italiani?

Inutile nascondersi, nell’ultima stagione l’Italia non ha saputo produrre pellicole in grado di imporsi sul mercato internazionale com’era accaduto con Gomorra e Il Divo. Il nostro paese è un po’ ricaduto nel vizio di raccontare storie in un modo difficilmente comprensibile a un pubblico estero.
Questo non vuol dire, però, che manchino nel nostro paese attori ed eccellenze in grado di imporsi anche a livello mondiale.
Il film italiano più rappresentato dalle nomination degli Eurpean Film Awards è Vincere di Marco Bellocchio. Filippo Timi è infatti candidato come miglior attore europeo per il ruolo del figlio di Benito Mussolini. Si tratta di un riconoscimento particolarmente importante per un attore impegnato in un ruolo estremamente difficile e che, forse, in altre occasioni, non ha ottenuto tutto il riconoscimento che meritava. Il film è in gara anche per il premio per il contributo artistico dato dal montaggio, dove ci si augura una ben meritata vittoria.
Non dimentichiamo inoltre che il film rivelazione Pranzo di Ferragosto di Gianni de Gregorio è in lizza per la miglior sceneggiatura.

Va invece a Ken Loach un meritatissimo premio alla carriera. (Antonella Mecenero)





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