Daniele Vicari all’attacco del monte Bianco

Daniele Vicari all’attacco del monte Bianco

Sfida al monte Bianco: i primi passi del film “verticale” di Daniele Vicari, titolo: Bianco


Dopo i meritati successi coi suoi film d’impegno politico e sociale, da Diaz – Don’t Clean Up This Blood a La Nave Dolce, Daniele Vicari si cimenta con la sfida all’epopea alpinistica. E’ cominciata sul monte Bianco la prima fase della lavorazione del film Bianco, racconto di una grande avventura alpinistica intrapresa, all’inizio degli anni ’60, con determinazione e coraggio da sette

Il pilone_centrale_del_Freney
Il pilone_centrale_del_Freney

giovani uomini, italiani e francesi, che decidono di infrangere i propri limiti e rifiutano di farsi dominare dalle proprie paure. Tra di essi, il leggendario Walter Bonatti. La sfida era scalare una immensa parete di roccia strapiombante: il Pilone Centrale del Freney, una verticale di 750 metri che cade a piombo sul ghiacciaio, ritenuta una scalata impossibile. Un’impresa straordinaria, che coincise però con una delle più grandi tragedie della storia dell’alpinismo. Il maltempo non preventivato (era luglio) con forti nevicate e gelo in quota, fece sì che Bonatti e 6 compagni rimanessero bloccati sul Pilone Centrale del Freney. Morirono in 4, dopo aver bivaccato per tre notti e tre giorni al gelo, impossibilitati ad andare oltre e a tornare indietro. Nonostante il perdurare delle pessime condizioni meteo, si decise comunque di tentare la discesa, ma solo tre dei sette alpinisti (Bonatti, Gallieni e Mazeaud) riuscirono ad arrivare vivi a valle. Gli altri morirono per lo sfinimento nella commozione del mondo. Tra questi il 31enne Andrea Oggioni, uno straordinario rocciatore brianzolo.

 

La prima fase della lavorazione di Bianco si concluderà a dicembre e non saranno coinvolti attori. La seconda fase, avrà inizio a marzo 2015 e vedrà impegnati tre attori italiani e quattro francesi. Il casting è ancora in via di definizione. Le difficoltà tecniche del film sono notevoli e Vicari affronta con la composizione digitale l’estrema verticalità del set: “Qualche anno fa un film come Bianco sarebbe stato impossibile – spiega il regista – Sulle pareti verticali non si può pensare a scene complesse, con attori che recitano mentre scalano per settimane, con movimenti di macchina arditi. Girare un film in quel luogo è una vera sfida tecnologica, produttiva e artistica. Un punto di riferimento importante per me è la lavorazione del grande film di Cuaron: Gravity. In questo film Cuaron ha messo a punto un metodo di lavoro sorprendente e innovativo”.

 

TRA REALE E VIRTUALE

 

In questa prima sessione in montagna Vicari adopera un sistema di fotogrammetria aerea in grado di realizzare rilievi video-fotografici ad alta risoluzione dell’intero percorso. Da queste riprese verrà tratto un modello tridimensionale, un set virtuale che sarà la base per la realizzazione di uno storyboard digitale dell’intero film e per la costruzione degli elementi scenografici in studio. Una volta realizzato il modello, con le inquadrature previste, si faranno muovere all’interno gli attori reali: un set digitale ma perfettamente aderente al vero in cui sono ricreati ambienti “impossibili”. Sono ovviamente previste anche riprese in alta quota dal vero, con droni ed elicotteri.

Bianco è una coproduzione Italia-Francia, ed è prodotto da Francesco Virga e Gianfilippo Pedote della Mir Cinematografica con la francese Aeternam, sviluppato con Rai Cinema, con il supporto della Valle d’Aosta Film Commission. Ispirata al romanzo di Marco Albino Ferrari “Freney 1961 – Tragedia sul Monte Bianco”, la sceneggiatura è scritta da Daniele Vicari, Massimo Gaudioso, Francesca Manieri e Marco Albino Ferrari.

 

 

 





COMMENTI
Lascia una risposta

Vedi tutto