Cinema d’estate, arrivano i blockbuster. Per il cinecocomero ripassare nel 2011

Cinema d’estate, arrivano i blockbuster. Per il cinecocomero ripassare nel 2011

E’ finito il tempo del cinecocomero? Non si hanno certezze in proposito e in questa estate del 2010 l’assenza  dalle…


E’ finito il tempo del cinecocomero? Non si hanno certezze in proposito e in questa estate del 2010 l’assenza  dalle sale dell’ennesimo film della serie “Vacanze a…“, potrebbe essere solo una contingenza, colpa anche dei Mondiali di calcio che hanno richiamato le produzioni ad un’opportuna prudenza: chi va al cinema quando in tv giocano il Brasile o l’Italia?

Insomma come accade a el Niño, può capitare che pure gli appuntamenti cinematografici più consolidati saltino una stagione, ma se il blockbuster made in Italy latita, non è così per i successi d’Oltreoceano che ormai da un bel po’ di anni (a dare inizio alla serie fu Lo Squalo, 35 anni fa) sfornano anche perl’estate boreale importanti produzioni. Chi è interessato prenda nota: il 30 giugno è la volta del nuovo episodio della saga di Twlight “Eclipse”, risponde Disney Pixar il 7 luglio con “Toy Story 3 – La grande fuga” e quindi, il 28 agosto la Dreamworks con “Shrek e vissero felici e contenti“, quarto e probabilmente ultimo episodio della fortunata serie dell’orco verde.

La domanda a questo punto è d’obbligo: è possibile che gli sudios più importanti  rischino di lanciare in piazza produzioni costate fior di milioni in periodi per così dire “lenti”?

La risposta potrebbe essere articolata. Non c’è dubbio che Hollywood resti ancora  una macchina per far soldi, ma le principali case di produzione oramai non si occupano più solo di cinema; sono ingranaggi di un meccanismo nel quale la “divisione film” rappresenta solo una parte. Una parte spesso in perdita, altre volte in grado di generare profitti “risibili” rispetto all’investimento iniziale. In questo quadro l’ultima eccezione è Avatar.

Insomma: il film deve portare altre opportunità per fare soldi. La serie di Toy Story o di Shrek sono certo state un successo, ma la loro macchina rende molto più denaro attraverso il merchandising dei giocattoli, dei gadget, delle cartelle per la scuola, dei piumoni da letto e chissà di cos’altro. Il tutto senza contare DVD, Blue Ray ed i passaggi televisivi, quando arriveranno.  

E’ ovvio che con questi presupposti aspettarsi sempre il prodotto di qualità è impresa da sognatori. Non che non capiti – Up è un bell’esempio – ma quanti polpettoni, ben supportati da adeguati lanci mediatici ci toccherà ancora vedere tra un bel film e l’altro è cifra da considerare.

Nota al margine la DreamWorks cominciò la sua attività 16 anni fa con un manifesto di buone intenzioni nelle quali si parlava di un diverso tipo di studio. I suoi fondatori: Steven Spielberg, l’imprenditore musicale David Geffen e l’ex-capo animazione di Disney, Jeffrey Katzenberg s’impegnarono a soddisfare le esigenze di un pubblico sofisticato e produrre film intelligenti, riflessivi ma divertenti. E cosa c’entra tutto questo coi Transformers?

A questo punto sarebbe comprensibile avere nostalgia di un onesto cinecocomero.

https://www.youtube.com/watch?v=C5TUDmPRXXo





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