Charlotte Rampling, la prima volta in italiano

Charlotte Rampling, la prima volta in italiano

Per la regista Alina Marazzi farà quello che non ha mai fatto in quasi mezzo secolo di carriera: recitare in…


Per la regista Alina Marazzi farà quello che non ha mai fatto in quasi mezzo secolo di carriera: recitare in italiano. Così Charlotte Rampling ha confessato in una recente intervista al “Corriere della sera”.
L’attrice, la cui definitiva consacrazione internazionale risale a “Il portiere di notte” di Liliana Cavani, nei prossimi mesi sarà la protagonista della nuova produzione di “Mir Cinematografica”: “Baby Blues”. A novembre le riprese si concentreranno a Torino, ma ne sono previste anche a Milano e sul lago Maggiore. Rampling indosserà i panni di Piera, un’infermiera in pensione impegnata come volontaria in un consultorio per giovani madri in difficoltà. E’ lì che, oltrepassando i limiti imposti dal suo ruolo, instaura un rapporto particolare, caratterizzato da una forte partecipazione emotiva, con Emma, una delle mamme recatesi a chiedere aiuto al centro. La ragazza, una danzatrice che vive con crescente disagio la sua recente maternità, troverà proprio in Piera un importante sostegno affettivo.

Ma una notte sparirà dopo aver lasciato un drammatico messaggio sulla segreteria telefonica dell’ambulatorio.

Trailer di Portiere di notte

L’infermiera non nasconderà la preoccupazione temendo che possa essere accaduto qualcosa di grave al neonato e si metterà immediatamente sulle tracce di Emma. Incontrerà il suo compagno, perennemente in fuga rispetto al disagio della fidanzata, e proverà a cercare la ballerina prima nel teatro dove un tempo lavorava e poi nella casa d’infanzia sul lago dove immagina che potrebbe essersi rifugiata con il bambino. Elena Radonicich, Filippo Timi, Maria Grazia Mandruzzato e Lucia Mascino saranno gli altri interpreti principali della pellicola per la quale la società Mir sta cercando, come comparse, donne incinte e mamme con neonati di meno di otto mesi.

 

Marazzi s’è segnalata all’attenzione della critica e del pubblico con “Un’ora sola ti vorrei”, delicato ritratto della madre scomparsa prematuramente. Ne ricostruì l’esistenza attraverso un montaggio dei filmati di famiglia collezionando premi ai festival di Locarno e Torino. E del 2007 è “Vogliamo anche le rose”, storia delle donne dalla metà degli anni Sessanta sino alla fine del decennio successivo. (Marco Fornara)





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