CANNES 68: Matthew McCounaghey e Colin Farrell deludono, applausi per Moretti

CANNES 68: Matthew McCounaghey e Colin Farrell deludono, applausi per Moretti

Non riesce a decollare il concorso della sessantottesima edizione del Festival di Cannes dove si assiste con delusione ai film di Gus Van Sant con un’irriconoscibile Matthew McConaughey e al controverso The Lobster di Yorgos Lanthimos con Colin Farrell


Pare proprio che quest’anno al Festival di Cannes i capolavori si facciano attendere. La terza giornata in Riviera è state abbastanza deludente per i numerosi giornalisti presenti. Il primo a deludere le aspettative è stato The Lobster, primo film in lingua inglese del regista greco Yorgos Lanthimos che si è avvalso di un cast stellare per confezionare una fantasiosa metafora delle relazioni amorose e delle perversioni e paure che le condizionano.

In un futuro distopico un gruppo di uomini e donne single sono costretti a trovare la propria anima gemella nel giro di 45 giorni altrimenti sono guai seri e il rischio finale è quello di essere trasformati in qualche bel animaletto.

Nulla possono attori del calibro di Colin Farrell, Rachel Weiss, Lea Seydoux, John C. Reilly e Ben Whishaw contro un progetto tanto ardito nelle premesse quanto deludente nella sua realizzazione. Farrell, la cui interpretazione anonima non fa che peggiorare la situazione, ha per giunta dichiarato di non aver ben chiaro il significato del film. Andiamo bene!

Come sempre c’è chi parla a sproposito di capolavoro, purtroppo The Lobster ha più Il spore dell’occasione mancata, vista le capacità dimostrate in precedenza da Lanthimos, apprezzato regista di Dogtooth e sceneggiatore di Attenberg.

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Dopo essersi presi a capelli pur di ottenere un posto alla prima anteprima stampa i giornalisti hanno poi avuto il dispiacere di vedere The Sea of Trees, molto probabilmente uno dei film più brutti mai presentati in concorso, certamente il peggiore di Gus Van Sant. Tanti fischi per un film che vorrebbe rappresentare l’ennesima riflessione sull’elaborazione del lutto e finisce per fagocitare e ridicolizzare tutto ciò che concerne.

Dialoghi banali, scene altamente improbabili, stranamente (visto che parliamo del regista di Cowgirl e Belli e dannati), una particolare incuria dal punto di vista formale.
Certo, dopo una performance del genere verrebbe proprio da confiscare il premio Oscar a Matthew McCounaghey che dovrebbe interpretare un uomo che si rifugia nella cosiddetta foresta di Aokigahara in seguito all’improvvisa morte della moglie (Naomi Watts).

Lui piange, strepita e filosofeggia mentre lo spettatore faticherà a trattenere le risa dinanzi ad uno scempio inaspettato come quello messo in scena da Van Sant. Una volta tanto la stampa mondiale si è trovata d’accordo all’unanimità. Per il Guardian trattasi di un racconto strappalacrime terribilmente noioso e ricattatorio; per Variety non solo una lenta agonia ma soprattutto un profondo insulto culturale.

THE SEA OF TREES

A questo punto (ma c’è da dire che non siamo neanche a metà percorso) si candida seriamente alla vittoria di uno dei premi più prestigiosi della competizione l’ungherese The Son of Saul, opera prima di Nemes Laszlo, che racconta la Shoah in maniera visivamente impressionante da una prospettiva estremamente personale e originale. Più o meno potente quanto la lettura di una pagina di Primo Levi.

Di questa mattina sono invece gli applausi interminabili che il pubblico di Cannes ha riservato a Nanni Moretti e al suo struggente Mia Madre, senz’altro il migliore di tutti i film visti finora in concorso.

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I protagonisti indiscussi di questa terza giornata sulla Croisette sono stati certamente Woody Allen ed Emma Stone che hanno presentato Irrational Man, ultimo film del genio di Manhattan che non ha convinto proprio tutti.

A far discutere è stato invece il forfait di Joaquin Phoenix che ha scelto all’ultimo minuto di non presentarsi alla manifestazione più amata dai cinefili. Con un’Emma Stone incantevole ma piuttosto giù di tono, a causa forse della crisi con Andrew Garfield, sulla Croisette è senz’altro mancato il carattere scanzonato e sopra le righe del tenebroso Phoenix.

di Rosa Maiuccaro, inviata a Cannes

Il trailer di Irrational Man

https://www.youtube.com/watch?v=hP8mPkyBntw https://www.youtube.com/watch?v=





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