Cannes 2014, un festival di sostanza

Cannes 2014, un festival di sostanza

Alice Rohrwacher, Asia Argento, Leonardo Di Costanzo e Vincenzo Marra, sono i nomi italiani che ritroveremo al 67° Festival di Cannes (14-25 maggio). Pochi americani, meno star che in altre edizioni, ma grande sostanza…


Alice Rohrwacher , sorella dell’attrice Alba, già alla Crisette due anni fa con Corpo celeste, è addirittura nel concorso ufficiale con la pellicola Le meraviglie. Asia Argento, invece (già in giuria due anni fa) è nella sezione “autorale” di Un Certain Regard con Incompresa, nel quale troviamo come protagonista Charlotte Gainsborough. L’altro portabandiera, Leonardo Di Costanzo, è autore de “L’avamposto” episodio del film collettivo “I Ponti di Sarajevo“, inserito tra le proiezioni speciali.  Tra i registi chiamati all’appello c’è anche Vincenzo Marra e poi Aida Begic, Jean-Luc Godard, Kamen Kalev, Isild Le Besco, Sergei Loznitsa, Ursula Meier, Vladimir Perisic, Cristi Puiu, Marc Recha, Angela Schanelec e Teresa Villaverde.

 

L’edizione 2014 del festival presieduto e diretto da Thierry Fremaux vedrà diciotto film in corsa per la Palma d’Oro su 49 della selezione ufficiale del festival in arrivo da 28 paesi diversi.

 

Molte le conferme ai rumors . Come la presenza di Ken Loach, a Cannes per dare l’addio al cinema di finzione dopo aver annunciato che si dedicherà d’ora in avanti solo ai documentari. Jimmy’s Hall (14mo film realizzato da Loach con lo sceneggiatore Paul Laverty) è la storia di un comunista irlandese tornando a casa dopo un esilio decennale per riaprire la sua sala da ballo.  Nella categoria “vecchi maestri” troviamo Jean-Luc Godard con un film di soli 70 minuti  dal provocatorio titolo Adieu au Langage. Ovvero quando un uomo e una donna sembrano parlare due lingue diverse, metafora di un’incomunicabilità che come argomento è stato sempre di moda ma delicatissimo da trattare al cinema. Anche gli anziani Fratelli Dardenne tornano, per l’ennesima volta a Cannes, Due giorni, una notte è il titolo del loro film. I registi belgi hanno vinto la Palma d’Oro due volte, oltre al premio per la migliore sceneggiatura e il premio della giuria. Marion Cotillard è la protagonista della loro storia, una donna che rischia di perdere il lavoro.

Segue una sfilata di altri beniamini di Cannes: il turco Nuri Bilge Ceylan (che sin dal suo primo film, nel 2002, non è mai mancato a Cannes);  l’inglese Mike Leigh, il canadese David Cronenberg e il francese Olivier Assayas.  Torna sulla Croisette anche Michel Hazanavicius, che qui vinse con The Artist spiccando il volo verso gli Oscar. La curiosità è trovare  Tommy Lee Jones con la sua opera seconda: The Hoseman. E  dal Canada ancora due autori: Atom Egoyan e Xavier Doland.

A livello di tematiche, invece, è Saint Laurent di Bertrand Bonello, a provocare le maggiori curiosità. Biografia non autorizzata del noto stilista, si annuncia come opera di grande irriverenza, certo dalle tinte meno sfumate da quelle adoperate recentemente da Jalil Lespert per raccontare lo stesso, complessissimo, personaggio.

 

Nella sezione Un Certain Regard spicca Lost River, il film che segna l’esordio alla regia di un beniamino della Croisette, Ryan Gosling, già osannato al Grand Palais du cinema per il suo ruolo in Drive e tornato a Cannes con Dio solo perdona. E’ la storia di una madre e di un figlio in viaggio verso un’Atlantide da incubo. Nota: Gosling non appare.

 

Grace di Monaco diretto da Olivier Dahan, è il film che, fuori concorso, aprirà il festival.





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