Boris il film, dalla fiction al cinema (con qualche problema)

Boris il film, dalla fiction al cinema (con qualche problema)

Quando il regista di fiction tv Renè Ferretti è costretto dal mestiere a girare uno struggente rallenti sulla corsa nei…


Quando il regista di fiction tv Renè Ferretti è costretto dal mestiere a girare uno struggente rallenti sulla corsa nei prati di un giovanissimo Joseph Ratzinger che festeggia la scoperta di un vaccino, il disgusto per se stesso e per il tradimento reso alla settima arte raggiunge il culmine. Meglio fare la fame si dice, e decide di cimentarsi col cinema d’autore.

Un film sul cinema “Boris il film”, naturale (o innaturale?) prosecuzione della situation comedy   di Fox Italia andata in onda per tre anni (2008-2010). Una commedia, che vedremo in sala dal primo aprile  (e per caso l’immagine simbolo è l’immancabile pesce rosso nella boccia)  con lo stesso cast della serie e gli stessi autori: Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo che firmano anche la regia. Un film “corale”, insomma, tanto per utilizzare un termine caro ai media.

Lo snobismo del cinema italiano, un universo costellato da “attrici nevrotiche, sceneggiatori modaioli, eroinomani, squali e improvvisati vari”, questo è ciò che il povero Ferretti (Francesco Pannofino)  si trova ad affrontare quando tenta il grande salto.

E così il regista, che nella sua corriera ha infilato una lunga serie di porcherie televisive  le cui eco ci sembrano ben familiari (“Caprera”, “La bambina e il capitano”, “Gli amici tassinari”, “Libeccio”) rinuncia persino alla sicurezza economica della tv per sfidare il cinema con un copione libero, serio, forte, di denuncia, un copione  “alla Gomorra”.  Ma c’è sempre la realtà a smorzare gli entusiasmi “I committenti del salotto buono del cinema si rivelano, alla prova dei fatti, solo diversamente codardi. I nuovi collaboratori solo diversamente inaffidabili. E la presunta grandeur del cinema una rogna senza fine. Come per una condanna divina, nonostante i suoi lodevoli sforzi, René Ferretti si ritrova tra i piedi la stessa troupe scalcinata di sempre, gli stessi attori cani, gli stessi sceneggiatori inetti e perfino lo stesso borioso capetto d’un tempo. Con qualche colpo di fortuna e grazie alla sua proverbiale scaltrezza, un film decente sarebbe ancora arrangiabile. Forse anche ottimo. Ma incombe la maledizione metafisica di un paese chiamato Italia, che ama i simpatici e i cialtroni e non premia certe malinconiche seriosità. E la “Grande Commedia” incombe”.

Nel cast: Francesco Pannofino, Pietro Sermonti, Caterina Guzzanti, Carolina Crescentini, Luca Amorosino, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Antonio Catania, Massimo De Lorenzo, Alberto Di Stasio, Roberta Fiorentini, Andrea Sartoretti, Alessandro Tiberi, Antonino Bruschetta, Giorgio Tirabassi, Massimiliano Bruno, Carlo De Ruggieri, Ninni Bruschetta.

Una nota per le musiche originali, che sono di Giuliano Taviani e Carmelo Travia ed eseguite dalla Czech National Symphony Orchestra. Il brano Pensiero Stupesce, invece,  è scritto e interpretato da Elio e Le Storie Tese.








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