Big Eyes: il mondo di Tim Burton intrappolato negli splendidi occhi di Amy Adams

Big Eyes: il mondo di Tim Burton intrappolato negli splendidi occhi di Amy Adams

Tra i registi più eclettici e visionari del mondo cinematografico contemporaneo, Tim Burton torna nelle nostre sale la prima settimana del 2015 con Big Eyes, la vera storia di una delle più leggendarie frodi artistiche di sempre


Siamo in America alla fine degli anni Cinquanta e la bella Margaret si aggira per le strade di San Francisco con i suoi due soli possedimenti: la figlia sul sedile posteriore dell’auto e i quadri nel bagagliaio. La donna comincia a rifarsi una vita dipingendo mobili e i suoi inconfondibili quadri ai mercatini del week-end. I suoi lavori hanno infatti una particolarità: i protagonisti sono quasi sempre dei bambini sofferenti con dei grandi occhi azzurri, decisamente sproporzionati rispetto alla forma del viso ma intensi e peculiari. L’incontro con Walter Keane le cambierà la vita.

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I due si conoscono, si innamorano e si sposano nel giro di poco tempo. Dopo il matrimonio Walter, il cui unico talento è quello nel marketing, comincia a vendere i quadri di Margaret che sono super richiesti proprio a causa dell’irregolarità che li contraddistingue. Ciò che inizialmente non dice alla moglie è che si sta prendendo lui il merito di averli realizzati. La scoperta arreca profonda delusione alla donna che accetta tuttavia di essere complice del marito per non guastare la loro relazione e soprattutto le loro finanze che sono finalmente floride. Questo almeno fino a quando Walter non mostrerà il suo lato oscuro e allora Margaret si riapproprierà di tutto, sfidandolo in una causa senza esclusione di colpi che divenne uno dei primi casi mediatici della storia dell’arte.

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Sin dai titoli di testa entriamo nel favoloso mondo a colori di Tim Burton che mette questa volta il suo talento al servizio di una storia che ha dell’incredibile e che cela una grande quantità di significati. Margaret e Walter Keane, interpretati brillantemente da due talenti come Amy Adams e Christoph Waltz, hanno due personalità completamente diverse ma ugualmente complesse e interessanti. Da una parte c’è una donna tradita, derubata della paternità dei suoi meravigliosi quadri. Dall’altra un uomo subdolo, un finto principe azzurro che non riesce neanche a comprendere fino in fondo le qualità della moglie. “Perché gli occhi sono così sproporzionati?”, le chiede. “Perché sono lo specchio dell’anima”, risponde lei, ancora ignara che quella prima incomprensione sarà solo l’inizio di un tunnel senza apparente via d’uscita.

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Walter è fondamentalmente privo di qualsiasi interesse e devozione nei confronti dell’arte ma è capace comunque di costruire un impero economico fatto di intrighi, sotterfugi e bugie. Big Eyes si nutre di questa relazione conflittuale. Nella prima parte il film colpisce per la grande luminosità di cui si tinge la città di San Francisco e soprattutto il volto di Amy Adams nei cui bellissimi occhi è quasi possibili intravedere la bellezza dei quadri di Margaret Keane. Poi Big Eyes ha una battuta d’arresto diventando a tratti un ordinario film di violenza domestica prima di arrivare al suo climax. Il processo che vede Walter Keane imputato per frode è uno dei momenti più esilaranti del film e dell’intera stagione cinematografica. Grande ritmo e pungenti battute proprie del miglior Burton.

Christoph Waltz si trasforma per l’occasione in un mattatore di irresistibile talento e rara antipatia ma la vera protagonista è lei, Margaret, una donna all’avanguardia, simbolo del movimento femminista che stava per vivere uno dei suoi momenti migliori. La pittrice con grande forza e la necessaria freddezza, spronata dalle amiche e dalla figlia, sua prima sostenitrice, decide di ribellarsi ad una bugia che l’aveva relegata per anni ad una vita piena di frustrazione e solitudine. Per quanto la pittura sembrasse essere l’ideale per un regista visionario come Tim Burton sono in molti i suoi ammiratori a non aver apprezzato questo suo ultimo lavoro. Noi ci sentiamo di dissentire, apprezzando la lodevole sceneggiatura di Scott Alexander e Larry Karaszewski, l’inconsueta regia di Burton e soprattutto le fantastiche performance dei due attori protagonisti. Un Oscar a Amy Adams hic et nunc!

 

Big eyes di Tim Burton – Trailer

Rosa Maiuccaro





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