Belli di papà, recensione del film in uscita con Diego Abatantuono

Belli di papà, recensione del film in uscita con Diego Abatantuono

Diego Abatantuono alle prese con dei figli viziati nella nuova frizzante commedia diretta da Guido Chiesa


L’educazione della propria prole è un tema ricorrente nella filmografia moderna. Con Belli di papà, il regista piemontese Guido Chiesa pone al centro della sua videocamera tale concetto, avvalendosi dell’istrionico Diego Abatantuono e di alcuni giovani attori in rampa di lancio, come Andrea Pisani e Matilde Gioli.

La trama di Belli di papà – Vincenzo è un imprenditore di successo pugliese trapiantato ormai da anni a Milano. Rimasto vedovo, tocca a lui badare ai tre figli ventenni. Il primogenito, Matteo, è una sorta d’inventore stracolmo di idee bislacche. Chiara, invece, si dedica alla vita mondana ed è fidanzata con Loris, PR dei locali più chic della movida milanese. Andrea, infine, è iscritto alla facoltà di filosofia e anche se in due anni non ha dato neanche un esame, in compenso è riuscito a rimorchiare metà dell’Università nella fascia d’età compresa dai 50 anni in su. Allo scopo di dare una scossa all’insulsa vita dei suoi figli, Vincenzo inscena il fallimento della sua azienda. Matteo, Chiara e Andrea saranno così obbligati a rimboccarsi le maniche e a trovarsi un lavoro per imparare a vivere ed assumersi per la prima volta delle responsabilità. Per spronarli ulteriormente, Vincenzo decide di trasferirsi con loro in Puglia nella casa (fatiscente) dei suoi defunti genitori, separando i ragazzi dalla bambagia e dai vizi della modaiola e lussuriosa Milano da bere.

Recensione – Il presupposto di partenza del film (distribuito da Medusa) rappresenta un elemento comico efficace ed interessante, con un contesto scenografico contornato da dialoghi divertenti e scherzosi ben interpretati da un gruppo di attori saggiamente selezionati dal regista torinese (e critico musicale) Guido Chiesa (di cui menzioniamo a titolo esemplificativo le opere Lavorare con lentezza, Io sono con te, nonché la miniserie televisiva Quo vadis, baby?). Fra di essi spicca il grande Diego Abatantuono, che ovviamente non ha bisogno di presentazioni, qui nei panni del pater familias Vincenzo. Anche Andrea Pisani (noto cabarettista appartenente al duo comico chiamato “PanPers” a fianco di Luca Peracino, qui nel ruolo di Matteo), Matilde Lojacono (in arte Matilde Gioli, attrice e modella milanese, di cui ricordiamo la presenza nei film Il capitale umano e Solo per il weekend, nelle vesti di Chiara) e Francesco Di Raimondo (Andrea), al suo debutto cinematografico, contribuiscono fortemente a far sorridere il pubblico in sala.

Tuttavia, ecco immancabili i difetti. Il punto debole di Belli di papà è costituito dalle inquadrature troppo convenzionali, da un montaggio ricolmo di errori di continuità, con la conseguente perdita di fluidità ed incisività comica. Peccato, perché le premesse per un buon prodotto finale c’erano tutte. Ciò di cui il film avrebbe bisogno (e invece non ha) è un ritmo deciso e scorrevole, un andamento strutturale che non affossi le positive performance attoriali dei protagonisti (fra cui citiamo l’inedita presenza di Francesco Facchinetti, l’ormai ex dj Francesco della canzone “Capitan Uncino”, qui nei panni del viveur Loris), ma che invece le supporti e le innalzi. La cornice narrativa entro cui si sviluppa la storia di Vincenzo e dei suoi figli diventa quindi un banale e anonimo spazio, all’interno del quale gli attori si perdono, sacrificando in tal modo le loro indubbie doti artistiche.

Come ulteriore aspetto negativo, a conferire all’opera un alone di mediocrità è l’inspiegabile scelta da parte del regista di rimpolpare l’intera vicenda sia di termini scurrili quali “pezzente” e “vaffa…” sia di scene scontata e inutilmente volgari in cui ad esempio si sputa nel piatto o nelle quali la cena di famiglia viene rappresentata come uno spot pubblicitario. Tutti elementi distanti anni luce dalla classica commedia all’italiana.

Dovendo dare un giudizio complessivo finale su Belli di papà posso dire che c’è di peggio, ma c’è sicuramente di meglio. Il pubblico sovrano emetterà la sua sentenza definitiva.

Belli di papà TRAILER VIDEO YOUTUBE

Flavio Frontini





COMMENTI
Lascia una risposta

Vedi tutto