Bella e perduta, un bufalo da salvare TRAILER e RECENSIONE

Bella e perduta, un bufalo da salvare TRAILER e RECENSIONE

Bella e perduta, un documentario dal sapore fiabesco diretto da Pietro Marcello


Cosa siamo diventati? Siamo forse arrivati ad un punto di non ritorno? C’è ancora qualche barlume di speranza per questa società? Queste sono le domande che si pone il regista Pietro Marcello con il suo nuovo lavoro intitolato Bella e perduta, un ritratto crudo ed amaro del nostro Paese.

Il pastore Tommaso, detto l’Angelo del Carditello per aver protetto a proprie spese la reggia borbonica, muore la notte di Natale. Nell’aldilà, Pulcinella viene incaricato di salvare il bufalo parlante adottato da Tommaso, Sarchiapone, che, in quanto maschio, è destinato al macello.

Distribuito nelle sale cinematografiche dalla Cinecittà Luce, Bella e perduta è un aspro documentario che ha come fulcro principale la vicenda di un bufalo, al fine di raccontare la scissione sempre più netta e preoccupante fra l’Italia e gli italiani. Il regista casertano Pietro Marcello (di cui ricordiamo le sue opere precedenti, Il passaggio della linea, La bocca del lupo e Il silenzio di Pelesjan) individua nella terra dei fuochi il luogo ottimale per osservare le crepe più evidenti della nostra nazione, rappresentate, ad esempio, dalla camorra, dall’ignoranza e dal disprezzo per il passato. Fungono da contraltare la magia derivante dai paesaggi geografici immortalati e l’ingegnosità umana, a dir la verità sempre più esigua e contenuta. Attraverso l’unione fra lo stile documentaristico e gli elementi fantasy tipici di una tenera favola, Bella e perduta si tramuta in una vera e propria presa di coscienza, assumendo le sembianze di un’opera di denuncia dai diversi spunti riflessivi.

L’immagine eroica di Angelo del Carditello, su cui poggiava il progetto originario, rappresenta lo spirito-guida dell’intera narrazione, una figura che incarna la speranza di un’Italia che può ancora esistere e che si oppone all’inciviltà imperante dei giorni nostri. Pietro Marcello opta (e la scelta si rivelerà azzeccata) per la tecnica di montaggio del “found footage”, per impreziosire una fiaba dai risvolti filosofici e dai contorni onirici, in cui i pastori, le maschere (Pulcinella in primis) e un bufalo costituiscono i protagonisti principali.

Attraverso la drammatica vicenda di Sarchiapone, lo spettatore può cogliere l’assenza di alternative e i difetti più evidenti del genere umano. Il tentativo di salvare dal macello un animale, posto dinanzi alla sua effettiva inutilità e quindi alla sua logica impossibilità di continuare a vivere, diventa a sua volta il tentativo di cancellare un destino che in realtà è già stato scritto.

Il punto di forza di Bella e perduta è costituito dall’impeccabile scenografia, frutto della dedizione e della professionalità di Pietro Marcello, con la gentile collaborazione, in fase di montaggio, da parte della spezzina Sara Fgaier, già presente dietro le quinte nei tre lavori precedenti del regista campano.

Non un semplice documentario, quindi, né un’asettica fiction televisiva, bensì un’esemplare commistione di generi, sapientemente miscelati con i gradevoli e delicati ingredienti provenienti dall’universo fiabesco, in cui la fantasia non conosce limiti né confini.

Se volete assistere ad un’opera diversa dal solito, recatevi al cinema, il bufalo Sarchiapone e Pulcinella vi aspettano.

Bella e perduta TRAILER

 

Flavio Frontini





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