Auguri a Bruce Willis, il duro del cinema

Auguri a Bruce Willis, il duro del cinema

L’attore americano festeggia il suo sessantesimo compleanno


Sessant’anni fa, nella Germania dell’Ovest, nasceva un vero duro: Bruce Willis. Padre americano e madre tedesca, prima di sfondare nel cinema Willis si diletta nei lavori più disparati, da cameriere a camionista, da addetto alle pubbliche relazioni a barista. Ma la sua vera passione è sempre stata la recitazione, un modo naturale e divertente per combattere la balbuzie che lo affligge da ragazzino e che lo costringe ad abbandonare il college. Dopo il ruolo da protagonista nella serie tv Moonlight e le comparse in Ai confini della realtà e Miami Vice, ottiene le sue prime parti importanti in Appuntamento al buio (1987) e Intrigo a Hollywood (1988), entrambi diretti da Blake Edwards.


Sono però proprio questi film a dargli visibilità e a lanciarlo definitivamente verso il suo primo grande successo, Die Hard – Trappola di cristallo (1988) di John McTiernan (Predator, Caccia a Ottobre Rosso), film in cui interpreta per la prima volta il poliziotto John McClane, vittima di un gruppo di terroristi in un grattacielo di Los Angeles. Trappola di cristallo sarà solo il primo di una serie che comprenderà in seguito altri quattro film. Ormai diventato l’attore ideale per gli action-movie, Bruce Willis prosegue con perle del calibro di Pulp Fiction, L’esercito delle 12 scimmie, Il quinto elemento, The Jackal, Armageddon, Attacco al potere ma soprattutto Il sesto senso, uno dei migliori incassi della storia del cinema con oltre 672 milioni di dollari incassati e che vide in nomination agli Oscar, a soli 11 anni, Haley Joel Osment come Miglior attore non protagonista, non a caso ingaggiato poi da Spielberg per A.I. – Intelligenza artificiale.


Negli ultimi anni, Willis ha continuato a incarnare i ruoli da duro nei due Sin City, tratti dall’omonimo fumetto di Frank Miller, ma anche nei Mercenari, accanto a duri come lui, tra i quali Sylvester Stallone, Mickey Rourke e Arnold Schwarzenegger. Per il prossimo autunno, oltre a Rock the Kasbah, commedia diretta da Barry Levinson, per l’attore ci sarà un ritorno alle origini: a teatro interpreterà Paul Sheldon in Misery non deve morire, adattamento del romanzo di Stephen King, già portato al cinema da Rob Reiner. Ad affiancarlo ci sarà Elizabeth Marvel. Sessant’anni di grande amore per il cinema ma anche per il ruolo che deve recitare nella vita reale, a riflettori spenti, quello di papà di cinque figlie. Promette di essere un padre più presente e dice di sentire di più la responsabilità. Perché sessant’anni non si compiono tutti i giorni.



Fabrizio Rigante





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