Anne Hathaway: “Non sono ancora Miranda Priestly, cerco il mio equilibrio ma sono felice”

Anne Hathaway: “Non sono ancora Miranda Priestly, cerco il mio equilibrio ma sono felice”

In un’intervista rilasciata a Glamour in occasione dell’uscita de Lo stagista inaspettato Anne Hathaway ha paragonato il suo personaggio a Miranda Priestly de Il diavolo veste Prada


Dopo un’estate di relax trascorsa tra i fornelli, lo yoga e ore lettura nel villaggio di Bellport (New York) Anne Hathaway si sta dedicando in queste ultime settimane alla promozione del film Lo stagista inaspettato (a questo link la nostra recensione).

Il paragone tra Jules, la donna in carriera che interpreta nel film, e la temibile Miranda Priestly de Il diavolo veste Prada è inevitabile: “Il mio personaggio è sicuramente ispirato a lei ma Miranda rimane un’icona, Jules è ancora in una fase di ricerca della propria identità” – ha raccontato Anne in un’intervista a Glamour.

Ma l’attrice newyorkese è entrata subito in empatia con Jules per più di una ragione: “Contrariamente a Miranda siamo entrambe catapultate in breve tempo nel mondo degli adulti, chiamate a dimostrare chi siamo. Il momento più difficile della mia carriera è stato dopo la vittoria del Premio Oscar”.

Il popolo di Internet, in quel periodo, sembrava essersi accanito contro di lei ma sembra molto difficile privare la Hathaway del suo fantastico sorriso. “Dopo Interstellar ho sentito il bisogno di girare una commedia ma sul set de Lo stagista inaspettato mi sono ricordata di quanto far ridere sia complicato”.

2

Durante l’anno, oltre che sul set, Anne è stata impegnata in uno spettacolo off-Broadway dal titolo Grounded, un’esperienza che lei ha descritto “bella ma difficile” e che i critici hanno promosso a pieni voti. La prossima tappa è invece il sequel di Alice in Wonderland.

Ancora oggi l’attrice di Amori e altri rimedi sostiene di non aver trovato un equilibrio professionale: “Faccio questo lavoro da 15 anni e ancora non so regolarmi, non so se accettare di fare 1 o 2 film l’anno o premere il pulsante pausa. Può sembrare sciocco ma è così”.

La competizione non è certo un fattore da sottovalutare: “Le attrici della mia generazione sono tutte così belle, eleganti e brave e mi rendo conto che lottiamo tutte per ottenere le stesse parti che, per noi donne, sono sempre poche”.

3

Ma sul sessismo ad Hollywood sente di essere ottimista: “Sono stati fatti dei grandi passi avanti in merito e non posso lamentarmi. Sono grata di poter raccontare delle storie e, se la gente andrà a vederle, di continuare a farlo”.

Anne, nata a Brooklyn e cresciuta in New Jersey, si è da poco trasferita a Los Angeles e spiega anche il perché: “Non avrei mai pensato di spostarmi da New York ma poi ho scoperto la passione per le escursioni. A dire il vero sono fortunata ad avere un matrimonio felice. Mio marito – Adam Shulman, n.d.r. – e i miei cani sono la mia casa, dovunque si trovino”.

Poi si lancia su una previsione per gli Oscar: “Emily Blunt è una mia cara amica da anni, credo che avrà un grande successo con Sicario e che sicuramente sarà candidata per una statuetta. E’ un’attrice brillante e piena di talento, la persona più concreta che io conosca!”.

di Rosa Maiuccaro

La recensione di Sicario





COMMENTI
Lascia una risposta

Vedi tutto