Amy di Asif Kapadia, la storia tragica di una fragile cantante jazz

Amy di Asif Kapadia, la storia tragica di una fragile cantante jazz

Amy Winehouse era una cantante complicata, affascinante, carismatica, brillante, fatalmente in balia della droga e dei disordini alimentari


La storia di Amy Winehouse è già stata scritta, stampata, girata, rivista su tutti i media. Eppure la Amy raccontata da questo film non è solo la Winehouse dall’equilibrio instabile, intossicata dal consumo di sostanze o ritratta dai paparazzi con il trucco sbavato e le vesti insanguinate, o che si rifiuta di cantare su un palco davanti a migliaia di fan impazienti ed in protesta. Il film rivela una versione più personale che va oltre a tutto questo, già ampiamente esplorato dai tabloid.

Il film tratta la storia di una ragazza ebrea molto intelligente, dal carattere ipersensibile ed intenso della periferia di Londra, diventata improvvisamente una cantante famosa. Una ragazza che ama scrivere musica e testi perché quello che scrive lei non c’è nel panorama musicale che conosce. Lei è cresciuta ascoltando i classici jazz, condividendo con il padre la passione per la musica di Frank Sinatra, Tony Bennett, Nina Simone, Etta James e Aretha Franklin (tra altri) e scrivere aveva su di lei un effetto terapeutico, era evidente che c’era un elemento catartico, una maniera di alleviare i suoi dolori.

Il 23 luglio del 2011, la voce che ha incantato il mondo si è spenta con solo 27 anni, sul letto della sua casa a Camden per l’arresto cardiaco causato dall’ingestione di una quantità elevata di alcolici, e dal suo fisico debole dovuto ai suoi disordini alimentari, reso vulnerabile dalla bulimia e anoressia e dalle conseguenze degli abusi di stupefacenti.

Il pluripremiato regista Asif Kapadia porta in sala il documentario sulla cantante Amy Winehouse, prodotto da James Gay-Rees e montato da Chris King. Il team aveva già lavorato insiema in Senna, il documentario su Ayrton che ha valso al trio 2 Bafta e i plausi della critica. Così l’Universal Music UK decise di chiamarli per fare un film simile a Senna, ma dedicato al genio musicale di Amy Winehouse. Antonio Pinto ha curato la colonna sonora del film.

“Con Amy Winehouse è successo qualcosa e volevo sapere come fosse potuto succedere di fronte ai nostri occhi. Come è possibile che ai giorni d’oggi si possa morire in quel modo. E non è stato uno shock. Aveva imboccato quella strada e si sapeva che sarebbe successo.” – dichiara Kapadia.

I filmakers hanno concordato di raccontare la storia di Amy Winehouse attraverso i testi delle sue canzoni, con filmati amatoriali inediti, interviste e performances live dei momenti più celebri della cantante. Da subito intesero che le canzoni di Amy erano cruciali e hanno costruito tutta la narrazione intorno ai suoi testi.

I brani sono estremamente personali. Secondo il regista:

“Tutti conoscevano le sue qualità come cantante, ma forse pochi si rendevano conto di quanto bene scrivesse.”

Raccogliere le testimonianze per sviluppare la trama non è stato facile. A differenza di Senna dove una persona del suo team era sempre disponibile a fornire materiale e testimonianze, con Amy questo non si verificò. La vita sociale e personale della cantante era molto complessa e le opinioni degli elementi della sua cerchia di conoscenze diretta erano spesso contrastanti.

Hanno collaborato anche Mitch Winehouse, il padre di Amy e la Amy Winehouse Foundation, oltre a Raye Cosbert, il suo manager per la Metropolis Music. I suoi amici stretti, dopo il funerale avevano deciso di non parlare più della sua storia e non volevano essere coinvolti, ma a poco a poco, il team ha riconquistato la loro fiducia e Juliette Ashby e Lauren Gilbert le sue amiche di sempre e il suo primo manager Nick Shymansky hanno infine accettato di collaborare con testimonianze e video. I filmati di Nick sono stati fondamentali così come gli homevideos delle amiche girati in momenti di relax o durante i primi concerti di Amy Winehouse. Anche il contributo del suo ex-marito Blake Fieder è stato essenziale per la realizzazione di questo film.

I filmati amatoriali presentano Amy in una maniera diversa da quella dei tabloid, delle foto shock o dei titoli di gossip che denunciavano ogni mossa come uno scandalo. Una versione inedita ripresa durante momenti di relax in barca nel giorno del suo matrimonio con Blake, dove la vediamo in forma e felice. Allo stesso tempo, taciturna, tormentata, pensierosa e assorta nei suoi pensieri. Non sempre è chiaro se sia lucida oppure no, o se la cosa le importasse minimamente. Rivela anche un aspetto curioso: Amy era molto divertente, trasgressiva e adorava suo padre.

Amy Winehouse #Amy
Amy Winehouse #Amy

Il film è stato creato tenendo in considerazione il fatto che se inizialmente l’ascesa al successo può essere entusiasmante, almeno tre quarti del film sarebbero stati dedicati alle vicende legate alla droga e alla sua morte. L’equilibrio trovato dai realizzatori di questo film è quasi perfetto. Non pare un processo alla droga, ai disordini alimentari o ai familiari. Si limita in certi versi ad entrare nella sfera personale della cantante per scattarne delle istantanee, che diventano fondamentali per capirne di più su questa artista complessa e sul mondo che le gravitava intorno.

Il film uscirà nelle sale italiane il 15, 16 e 17 settembre. Le sale che parteciperanno all’evento solo disponibili su www.nexodigital.it e Daring to do lo consiglia vivamente a chi vuole conoscere qualcosa in più non solo sui suoi esordi come cantante, su come sia diventata una star, ma sopratutto, sulla storia personale di quella ragazza britannica che si chiamava Amy Jade Winehouse.

#Amy – Trailer

“Questo è un film du una persona che desidera amore e non sempre ne riceve.

Amy è un film sull’amore”

Asif Kapadia

Musica

Amy Winehouse – Will you still love me tomorrow

Questa è una versione della canzone scritta da Gerry Goffin e Carole King per i Shirelles. Il brano cantato da Amy ha un ritmo rallentato ed un arrangiamento jazz, e fa parte della colonna sonora del film Bridget Jones: The Edge of Reason.
Il brano racchiude in ritmo, musica e testo l’idea che rimane della Amy proposta da Asif Kapadia.

Ivone Ferreira





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