“La città invisibile”, la speranza de L’Aquila in un film. Da venerdì in sala

“La città invisibile”, la speranza de L’Aquila in un film. Da venerdì in sala

Sarà in sala venerdì 30 “La città invisibile”, il film di Giuseppe Tandoi che racconta la vita a L’Aquila nei…


Sarà in sala venerdì 30 “La città invisibile”, il film di Giuseppe Tandoi che racconta la vita a L’Aquila nei giorni immediatamente seguenti il terremoto del 6 aprile 2009. Con una molteplicità di sfumature che lambiscono anche i toni agrodolci della commedia, il progetto ha raccolto una troupe giovane proveniente in parte dal Centro Sperimentale di Cinematografia e in parte dalla stessa Accademia dell’Immagine de L’Aquila dando voce ad un sentimento che è di speranza, di continuità coi sogni dei giovani (che sono i veri protagonisti del film), di rinascita.

Sono pugliese, ma aquilano d’adozione. – scrive Tandoi nelle note di regia –  L’Aquila è la città dove studio, dove abito e dove voglio continuare a vivere.
Il cinema racconta storie e credo possa essere importante, provare a raccontare –
anche con leggerezza – la vita all’Aquila di questi
giorni. Un film piccolo, snello,
fresco, con troupe giovane che vuole concentrare l’attenzione del pubblico su alcuni
spaccati di vita.So che ora i bisogni e le necessità in Abruzzo sono altri, ma credo che l’entusiasmo delle riprese e il coinvolgimento di una storia cinematografica emozionante possa essere uno stimolo per lo spettatore a interessarsi e per gli abruzzesi un incentivo a ricominciare
”.

Quando la ta terra trema il mondo non è più lo stesso. Cambia la vita, cambiano i paesaggi e le persone. Ma spesso i cambiamenti segnano un nuovo inizio e una nuova vita nasce dalle ceneri e dalle macerie de l’Aquila.
Questo è ciò che accade a Luca e Lucilla. Vittime con le loro famiglia e i loro amici della tragedia, i due universitari scelgono di non abbandonare la loro città e le loro passioni, ma di continuare la loro professione di studenti all’interno di una emergenza nella quale si sentono di essere parte attiva. I loro sogni, i loro desideri, le loro paure e ansie non sono state abbattute dal terremoto, anzi si sono rafforzate.
E nella loro apparente diversità (hanno desideri e passioni decisamente contrastanti) i loro cuori si aprono alla possibilità di
incontrarsi e stare vicini
.
Attorno a loro, la comunità delle tendopoli, i sopravvissuti, coloro che si muovono tra
le varie città che l’Aquila è stata e potrebbe essere, come “le città invisibili” descritte
da Marco Polo o da Calvino.

Il 10% dell’incasso del film sarà devoluto al restauro della chiesa di Santa Maria degli Angeli de L’Aquila.





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