Vino novello: la moda è passata, produzione in crollo

Vino novello: la moda è passata, produzione in crollo

Sarà perché ogni moda è bella quando dura poco, o perché la cultura enologica è in ampia diffusione, ma il…


Sarà perché ogni moda è bella quando dura poco, o perché la cultura enologica è in ampia diffusione, ma il vino novello, tanto amato agli inizi del 2000 non è più un successo. Lo sottolinea un comunicato della Cia (Confederazione italiana agricoltori) segnalando un fortissimo calo di produzione da quel 2002 quando quel nettare  Dal profumo fruttato e dal gusto morbido ottenuto con la fermentazione intracellulare visse il suo culmine, con 18 milioni di bottiglie vendute.

“Il boom è finito – dice Cia –  Il vino novello si ridimensiona enormemente. E per quest’anno si annuncia un vero tracollo (meno 25-30 per cento rispetto al 2009) della produzione, ma a migliorare sarà sicuramente la qualità”.  Ad ogni modo anche quest’anno torna il consueto appuntamento con “Benvenuto novello”, la giornata che – per legge – segna il primo giorno di vendita del novello e che, a livello locale, viene salutata spesso cone momenti conviviali e degustazioni. Fino al mese di maggio saranno immesse sul mercato nazionale ed internazionale poco più di 5 milioni di bottiglie per un volume di affari che dovrebbe attestarsi tra i 40 e i 45 milioni di euro, precisa il sodalizio degli agricoltori.

Le difficoltà per il novello si erano già manifestate negli ultimi due anni, ma il 2009 segna il livello produttivo più basso da quando, a fine degli anni ’90, questo vino aveva fatto il suo ingresso prepotentemente nel carrello della spesa degli italiani, moda importata direttamente dalla Francia, da quella regione del Beaujolais dove intorno alla metà degli anni ’70 si diffuse la pratica di questa particolare vinificazione che accelera i normali tempi di trasformazione dei mosti.

L’incidenza del “novello” sulla produzione enologica nazionale è dello 0,18 per cento e i prezzi per quest’anno registrano una sostanziale stabilità rispetto ai precedenti dodici mesi. Vanno dai 3 ai 7 euro a bottiglia, ma anche con punte dell’8,50/9 euro. Oltre il 60 per cento di questi prodotti arriva dal Nord Italia ed il 12 migra verso terre straniere (Germania e Giappone in testa), le cantine produttrici sono 300 in tutta la Pensiola e dunque la proposta è molto variegata.

Quella dei vini “novelli” – conclude la Cia – è una piccola “nicchia” di mercato che trova le sue radici in vecchissime tradizioni locali di abbinamento di vini nuovi, ottenuti macerando a lungo le uve intere pressate sofficemente, ai frutti caratteristici dell’autunno, come castagne e marroni e piatti a base di funghi. Da queste tradizioni e prendendo anche spunto dai novelli francesi, è nata un’apposita normativa italiana che dagli anni Ottanta ha posto regole, come quella del primo giorno di vendita (il 6 novembre, appunto).





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