“Piatto che mangi, paese che trovi”, oggi si parte per la Versilia

“Piatto che mangi, paese che trovi”, oggi si parte per la Versilia

La nostra rubrica dedicata ai viaggi ti porta alla Versilia, dove dalla spiaggia ti godi lo spettacolo delle Alpi, scoprendone l’arte, gli artisti, i paesaggi e la gastronomia


Avete mai riflettuto sul fatto che i piatti e le ricette tradizionali di un posto rivelano l’atmosfera dei luoghi in cui si degustano e i caratteri di chi ci abita?

Oggi accompagniamo i vostri palati a visitare Viareggio e dintorni. Quando si approda a Viareggio, in questa modesta cittadina, dagli edifici in stile liberty, dal lungo mare con i suoi storici bagni, dagli importanti centri industriali e artigianali, non ci si rende conto di quanto sia esplosiva e dirompente. Perché l’anima di Viareggio sono le persone, chi ci è nato, chi ci è cresciuto, chi ci è stato adottato.

Il risotto con polpo e bietole, che regna nelle tavolate dei tendoni delle feste, è l’esatta rappresentanza dei versiliesi. Cittadini dal fare accogliente e affabile ma con una tempra decisa ed energica, come il sapore che la bietola riesce a dare al piatto.
La vera determinazione di questo popolo toscano si scopre in occasioni come il Carnevale. In quelle settimane i volti dei carristi e di chi vive l’evento in prima linea esprimono passione, sfida, provocazione e competizione. L’occasione è quella giusta per scoprire le feste dei Rioni, l’arte delle opere di carta pesta e il sentimento che i viareggini investono in questa manifestazione.

Il caciucco di pollo e il suo saporito sughetto di salsa di pomodoro, olive e capperi riporta con la mente all’amore che questa terra ha per la Cultura.
La ricetta arriva dalla tradizione di casa Puccini. Nella dimora di uno dei più grandi compositori della storia dell’Opera si consumava proprio questo piatto. Durante le sue serate in compagnia del club della Boheme, Giacomo, amante della caccia e della vita di campagna, preparava spesso questa succulenta pietanza.
Il Festival Puccini, Il Teatro Canzone di Giorgio Gaber, il Lucca Comics, sono solo alcuni degli eventi culturali che ospita la Versilia.

Per trovare racconti di vita che saziano l’anima il posto giusto è Colonnata. Una comunità di 350 anime, qualche piazzetta piastrellata di marmo e trattorie dai profumi irresistibili sparse tra i vicoli.
Sceglietene una, accomodatevi e abbandonate il palato alle molteplici possibilità di gustare l’indescrivibile delizia del Lardo di Colonnata.
Le versioni più consigliate sono quella delle fettine sottili appoggiate sull’uovo al tegamino o quella del lardo gustato su una fetta di pane caldo e croccante.
Come capita spesso, a diventare protagonisti dei piatti più buoni e rinomati sono i prodotti che hanno fatto la storia di un paese e sfamato generazioni e generazioni. Quello che una volta era il companatico e il sostentamento dei cavatori, oggi è diventato una prelibatezza a indicazione geografica protetta.
Dopo la sosta gastronomica, l’occasione di visitare le cave di marmo, fonte di storia e di economia di questo posto e di portarsi a casa un souvenir, è imperdibile.
Dentro le enormi grotte, davanti alle giganti “macchine delle montagne” e alle titaniche lastre di marmo (delle quali, difficilmente si riesce a comprendere come ne sia possibile il trasporto) vi sentirete un po’ puffi e un po’ bambini.

Il nostro viaggio gastronomico in questa terra è quasi giunto alla fine. Non può che terminare seduti al tavolo di uno degli innumerevoli locali sulla spiaggia, davanti ad un bicchiere di bollicine, immersi fino all’alba nella vita della famosissima
movida versiliese.

Emanuela Maisano

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Gastronomia Versilia





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