La leggenda del fiore di carota, le radici che devono il successo a Caterina de’ Medici

La leggenda del fiore di carota, le radici che devono il successo a Caterina de’ Medici

Il vegetale legato alla fertilità, portato in Italia dalla reggente fiorentina del Rinascimento


Caterina-De-Medici

La carota è un vegetale, in origine, di color malva, bianco e rosso. Le terre d’origine di queste piante erbacee sono l’Europa meridionale e il Medio Oriente. Nell’antichità la radice della carota non veniva mangiata ma utilizzata dagli egizi, dai greci e dai romani per curare alcune malattie, per cicatrizzare la pelle o per curare l’impotenza maschile perché, data la loro forma, veniva considerato un vegetale afrodisiaco e ciò è stato anche scritto da Discorde, da Galeno e da Plinio.

E’ probabilmente da quest’ultima considerazione che è nata leggenda del fiore di carota secondo la quale uno di questi fiori, raccolto in una notte di luna piena, favorisce il concepimento di un bambino e forse è per questo che le donne inglesi del XVI secolo, ai tempi di Giacomo I, utilizzavano i fiori di carota (Daucus) per adornarsi i capelli.

Uscendo dal campo dei miti ed entrando in quello più scientifico è comunque testato che la carota agisce sugli ormoni e che facilita addirittura la produzione del latte materno, contribuendo allo sviluppo delle ghiandole mammarie.

A portare la carota in Italia è stata Caterina De’ Medici, la reggente fiorentina di metà cinquecento, che portò tra i signori di corte le migliori ricette culinarie, esordio della grande cucina medicea.

(v.c.)





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