Ferragosto nel piatto. Panettone o caponata? Viaggio gastronomico nell’italia festaiola

Ferragosto nel piatto. Panettone o caponata? Viaggio gastronomico nell’italia festaiola

Che festa sarebbe senza un degno passaggio gastronomico? La tavola è l’occasione principe per onorare la ricorrenza, e all’abbuffata non…


Che festa sarebbe senza un degno passaggio gastronomico? La tavola è l’occasione principe per onorare la ricorrenza, e all’abbuffata non si sfugge quasi mai. Ma almeno per ferragosto la tradizione lascia margini di libertà al palato, pur imponendo, così come il panettone a Natale, un’irrinunciabile anguriata nazionale.

E nonostante la rilassatezza della stagione ci sarà certo chi storcerà il naso davanti alla decisione del Comune di Milano di offrire domani alla cittadinanza guardacaso proprio una fetta di panettone, accompagnata – e qui l’abbinamento è giusto – con il gelato offerto dall’Associazione dei gelatai, artigiani chei,  per l’occasione, sfoggeranno una speciale “crema ferragosto”. In prima fila il sindaco, Letizia Moratti, convinta assertrice della necessità di rendere il tipico “pane” natalizio un dolce buono per tutte le stagioni. Per chi volesse sperimentare che gusto ha il panettone mangiato di ferragosto, l’appuntamento è alle 16 in piazza del Cannone.

Tuttavia non è solo a Milano che il lato mangereccio della festa presnta dei risvolti tutt’altro che estivi. In alcune zone della Calabria, ad esempio, di ferragosto sono d’obbligo le frittole di maiale, una sorta di ciccioli che stridono fortemente con la calura del periodo, ma la consuetudine vuole che si mangino per salutare l’estate e rendere il benvenuto all’autunno ormai alle porte.

Nell’Italia delle mille gastronomie, Paese che vai piatto che trovi. Tradizione vuole che in Costiera Amalfitana domani sulle tavole s’approntino gli “zitoni” di ferragosto, pasta rigorosamente tagliata a mano, condita con un sugo di pomodori freschi e secchi, mentre in Umbria, in questa giornata, la pasta viene accompagnata con un saporito ragù di papera. Anitre protagoniste anche sulle tavole della Lombardia, invece nel messinese  s’impone l’opulenta pasta “ncasciata”, stufata al forno con caciocavallo, uova, salame, melanzane. In Sicilia sulla tavola di ferragosto non mancheranno poi gli arancini di riso; il nobile cereale è protagonista anche delle tavole del piacentino dove viene presentato sotto forma di una strepitosa “bomba di riso”.  Nel Salento, la ciardeddha preparata con friselle, pomodori e cipolle, è un piatto culto che accompagna tutta l’estate e non solo questa giornata, così come la caponata siciliana o gli squisiti crostini di pane caldo dell’isola d’Elba, con totani, polipetti, cozze, vongole e gamberetti, e conditi con olio extra vergine d’oliva, aglio, prezzemolo e sale.

La dieta? Da lunedì. Il Ferragosto nasce  da un’antica festa pagana delle campagne (Feriae Augusti), dedicata alla raccolta dei cereali ed ai momenti di prosperità dovuti alla loro abbondanza.  Dunque festaggiare porta bene.


E ovunque vi troviate, buon appetito.





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto