Da giovedì Torino apre le porte al “Salone del gusto”

Da giovedì Torino apre le porte al “Salone del gusto”

Il gusto della giustizia, i sapori della terra e delle storie dei popoli. E’ un patto ormai consolidato quello stretto…


Il gusto della giustizia, i sapori della terra e delle storie dei popoli. E’ un patto ormai consolidato quello stretto tra il Salone del Gusto di Torino e Terra Madre, che dal 2004, ogni due anni, danno vita forse al primo spazio al mondo dove contadini e artigiani, il mondo della cultura accademica e i cuochi, grandi cultori dell’enogastronomia e semplici neofiti si possono incontrare, confrontare, fare amicizia. Dal 21 al 25 ottobre nel capoluogo del Piemonte l’incantesimo si ripeterà: attesi ospiti da ogni parte del Pianeta per parlare di un tema semplicissimo e allo stesso tempo infinitamente complesso come il cibo, sotto tutti i punti di vista possibili. A cominciare da quello culturale: Terra Madre è infatti una rete nata per iniziativa di Slow Food formata da persone che coltivano, cucinano, commercializzano, con lo scopo di rafforzare la produzione locale e sostenibile. Il Salone del gusto, che è all’ottava edizione e da quattro anni si propone insieme a Terra Madre, ha una forte vocazione internazionale ed esplora tutto quello che ruota intorno al mondo del cibo.

Trailer del documentario di Ermanno Olmi prodotto dalla Cineteca e presentato in anteprima al Festival di Berlino 2009

L’evento è soprattutto una grande festa dedicata all’umanità che produce ciò che rappresenta una fonte di sostentamento e anche di godimento. Il cibo è quindi anche qualcosa di gioioso.
Un appuntamento immancabile sono i “Teatri del gusto”, gli appuntamenti educativi di Slow Food: in un anfiteatro, ripresi da telecamere che li proiettano su maxi schermi, si esibiscono sia i grandi chef che i cuochi da osteria. Propongono le loro esperienze molto diverse, ma accomunate dalla passione per la freschezza, la sostenibilità e la provenienza “nostrana” delle materie prime. Attesi “osti” italiani, chef francesi, ma anche cuochi senegalesi o dal Kenya.

Da non perdere la sala “Slow Wine”, con le 300 etichette della “Banca del vino”, dall’Italia e dall’estero. Nell’area del “Mercato” espositori da tutto il mondo per una spesa veramente all’insegna della multiculturalità, per esplorare sapori sconosciuti.
Protagonisti degli incontri educativi e culturali di questa edizione, nel giorno dell’inaugurazione del Salone, saranno i rappresentanti delle culture indigene di tutto il mondo, che pronunceranno i propri discorsi nella loro lingua madre. Nelle giornate successive si lavorerà approfondendo diversi temi cruciali per il futuro dell’agricoltura del Pianeta, come la biodiversità, le energie rinnovabili, la salvaguardia delle tradizioni. In chiusura sarà presentato un documento programmatico, con le proposte per un “futuro sostenibile”.
Dall’ultima edizione del 2008, un grande spazio è sempre stato dedicato ai giovani, universitari e contadini, che hanno dato vita allo Youth Food Movement:  una rete di giovani agricoltori, cuochi, artigiani, studenti e attivisti vari. Animati dal desiderio di difendere i “cibi buoni, puliti e giusti”, sono impegnati nella “ricostruzione e valorizzazione dei mercati locali, con l’idea di promuovere così una gastronomia e un’agricoltura più giuste e sostenibili”. Lo Youth Food Movement è stato lanciato nel 2007 al Congresso Internazionale di Slow Food a Puebla, in Messico. A Terra Madre 2008, per la prima volta, hanno partecipato mille giovani da oltre 65 nazioni.

Maria Elisa Gualandris

Il rapporto tra cibo e territorio è il filo conduttore dell’ottava edizione del Salone del Gusto che si svolgerà al Lingotto di Torino dal 21 al 25 ottobre. Ce ne parla Roberto Burdese, Presidente di Slow Food Italia, che ha ideato e organizza ogni due anni la manifestazione.





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