Cucina, nuova vita agli avanzi di Pasqua

Cucina, nuova vita agli avanzi di Pasqua

La cucina degli avanzi, creativa ed etica…rimandate la dieta e svuotate il frigo


Ci risiamo, passata la festa, frigorifero e dispensa straboccano di avanzi: pezzi di capretto lasciati “maturare” in giallastri sughi rappresi; intere collezioni di dolci tipici, ricordo di non si sa quanto amorevoli donazioni familiari; colombe ancora inguainate in elegantissime quanto inutili e sovrabbondanti confezioni; conigli di cioccolato che, perduto il gusto della sorpresina/ona, giacciono sepolti in fondo all’armadietto. Destinati a terminare le loro giornate solo a inizio ferie, e nella spazzatura ovviamente, dopo che l’archeologo di famiglia in vena di pulizie li avrà riportati alla luce sotto forma di poco allettanti reperti pasquali.  Non ci siamo proprio. Il cibo – se ben conservato – può avere nuova vita, con l’aggiunta di un po’ di tempo e fantasia qb, può tornare in tavola in forma dignitosa; nutrire ma perfino stuzzicare le papille gustative. Cucinare con gli avanzi, non è un’arte ma usanza antica della quale, tempi impongono che si recuperi il verso.

 

Normalmente al top degli avanzi ci sono le carni: capretto ma non solo. Quella di capretto non è carne facile da gestire a causa del suo sapore “forte” tuttavia si può spolpare, tritare, aromatizzate a piacere e farne il ripieno per ravioli o cannelloni. In alternativa, tagliata a dadini, potrà essere la base ideale per un’insalata alla quale aggiungere  verdure crude e una salsa a base di olio e aceto.  Non trascurabile l’ipotesi di un “passaggio al forno”, con l’aggiunta di brodo e di un abbondante battuto di rosmarino e aromi vari. Il capretto tornerà come nuovo. Ma nella classifica dei residui di frigorifero, altro posto di rilevo è occupato dalle verdure: spinaci, fagiolini, zucchine, asparagi, carciofi e quant’altro. Acquistate e lessate per fungere da contorno, dignitosa destinazione del dopo Pasqua è la frittata. Uova, formaggio grattugiato, le verdure appena scottate e il composto è pronto per la padella.  E chi volesse conferirvi leggerezza, potrà adagiare il tutto in una teglia e cuocere al forno fino a quando le uova non saranno rapprese. Sempre con le verdure avanzate, stuzzicante è l’idea di farne uno sformato preparato con una base di pasta sfoglia (di quelle acquistate già stese) sulla quale aggiungere le verdure, magari amalgamate con della besciamella o mescolate ad una più magra ricotta. E la colomba? Probabilmente è la cosa più facile da riciclare. Quando sarà abbastanza secca potrà essere adoperata – dopo essere stata tagliata a fettine e bagnata a piacere – come base per dolci al cucchiaio del tipo tiramisù o zuppa inglese.  O ancora, rifacendosi alla tradizione delle torte di pane di certe campagne italiane, sbriciolando finemente la colomba, e aggiungendovi uova, burro (o ricotta), cioccolato fondente (magari riducendo in scaglie l’uovo avanzato) frutta secca, zucchero e una bustina di lievito vanigliato, si otterrà, previa cottura al forno in una teglia da crostate, un ottimo quanto insolito dolce. E se recuperare il cioccolato dell’uovo pasquale è operazione ovvia, a causa delle infinite preparazioni alle quali si presta: dai cioccolatini al budino, dalle torte alle fondute; non sembrano esservi soluzioni praticabili per riciclare la pastiera, il dolce simbolo della Pasqua napoletana. Non c’è altra strada: per i prossimi tempi a colazione pastiera e cappuccino e la giornata può iniziare. (a.d)

 





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto