USA e Cuba, due modi diversi di reagire alla crisi Ebola

USA e Cuba, due modi diversi di reagire alla crisi Ebola

USA e Cuba reagiscono in modo diverso ma altrettanto efficace alla crisi Ebola in Africa


Il quotidiano inglese Indipendent ha pubblicato una tabella che mostra quali nazioni o organizzazioni hanno donato più soldi per la lotta all’Ebola. Al primo posto, con distacco, gli Stati Uniti con 565 mln di €, poi la Banca Mondiale con 314 mln e successivamente Il Regno Unito con 158 mln. La prima fondazione privata è la Gates Foundation con 39 mln e il primo privato Mark Zuckerberg con 20 mln. Questa classifica è curiosa, per esempio ci permette di vedere che da solo il fondatore di Facebook ha donato di più dell’India e quasi come la Cina ma qui si parla solo di soldi.

Ci sono stati come ad esempio Cuba che non ha donati certo molti soldi ma è il primo contributore per quanto riguarda gli aiuti non economici per la crisi Ebola.

Già da inizio ottobre Raul Castro, fratello di Fidel e attuale presidente dello stato caraibico aveva inviato 62 dottori e 103 infermieri nella sola Sierra Leone. Cuba aveva, inoltre, deciso di far preparare il proprio personale sanitario con più di due settimane di incontri con esperti internazionali di Ebola. In questi giorni Fidel Castro ha annunciato che tra poco partiranno altre 300 persone, tra medici e infermieri, per aiutare le nazioni africane più duramente colpite dal virus. Cuba è famosa per la bravura dei suoi medici e per l’alto livello delle sue strutture sanitarie (nella maggior parte dei casi). Tuttora, in diverse parti del mondo ci sono 50000 dottori che hanno studiato o sono stati formati a Cuba; solo in Africa sono presenti in 32 nazioni. I medici cubani sono stati fondamentali nell’ultima epidemia di colera che era scoppiata a Haiti dopo il terremoto. In quel caso i medici di ritorno dalla vicina isola avevano fatto scoppiare la prima epidemia di Colera a Cuba dopo cento anni. Tuttora non è chiaro cosa succederebbe, difatti, se medici cubani si ammalassero di Ebola. Un vero peccato che due paesi che, formalmente, non hanno rapporti siano i due più grandi attori in questa crisi e non possano coordinare gli sforzi.





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