The Mission: la petizione per annullarne la messa in onda

The Mission: la petizione per annullarne la messa in onda

Da un ragazzo venticinquenne la richiesta di sospendere il programma


Per la nuova stagione televisiva la Rai ha in serbo molti programmi. Oltre ai pilastri delle rete come le fiction e i programmi quotidiani anche tante novità tra le quali “The Mission” un nuovo reality show. Un gruppo di vip come Emanuele Filiberto, Al Bano, Michele Cucuzza, Barbara De Rossi capitanato da Paola Barale saranno mandati in alcuni campi profughi africani per raccontare le storie di chi ci vive.

Da quando la Rai ha diffuso questa notizia sono state molteplici le accuse che sono state rivolte a questo reality. Alcune associazioni non governative hanno infatti definito questo programma come”Inaccettabile lesivo della dignità di chi deve fuggire dal proprio paese a causa di guerra o persecuzioni”. Mandare in onda una trasmissione del genere avrebbe solo la capacità di impietosire lo spettatore per fare in modo che poi mandi un sms solidale.

Anche il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati è d’accordo su questa posizione. Mostrare determinate scene ad uno spettatore significa fargli provare delle emozioni forti ma una volta terminata la trasmissione il suddetto cambierà canale dimenticandosi subito di ciò a cui ha appena assistito. Se la Rai voleva occuparsi di tale tematica avrebbe dovuto farlo in maniera differente e senza l’utilizzo di personaggi famosi. “Il rischio di strumentalizzazione, di un utilizzo inappropriato di immagini, storie e pezzi di vita di persone in condizione di estrema vulnerabilità, è davvero elevato”.

A fronte di tutte queste accuse uno dei diretti interessati, Emanuele Filiberto, ha fatto sapere che non si tratta di un vero e proprio reality show ma di un docu-reality dove lui e gli altri personaggi famosi lavoreranno per e con alcune organizzazioni non governative. Inoltre, ha precisato l’erede di Casa Savoia, i vip conivolti nel progetto non percepiranno nessun cachet.

Su internet intanto sono già state create alcune iniziative per bloccare la messa in onda del programma. In particolar modo lo studente dell’università di Parma Andrea Casale ha lanciato una petizione la quale è già stata firmata da quasi 20.000 persone. Il venticinquenne ha precisato che la sua polemica non vuole essere contro i personaggi presenti in questo programma ma sulle responsabilità della Rai. Questa rete, ha proseguito Casale, negli anni ha confezionato prodotti di alta qualità ma in questo caso non ha scelto le modalità adeguate.

Oltre a criticare la formula del programma lo studente di Parma si è scagliato anche contro il periodo della messa in onda di “The Mission“. La trasmissione è stata infatti prevista per il periodo delle festività natalizie. In pochi giorni la raccolta firme si è trasformata in un affare nazionale e un’ondata di sdegno ha investito tutta l’Italia da Nord a Sud. Molti sono stati infatti i commenti molto duri nei confronti di questa produzione incentrati. In particolar modo si fa riferimento alle persone per le quali i campi profughi sono una realtà quotidiana e vera e che hanno bisogno di essere aiutati e protetti e non spettacolarizzati. (s.e.)





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