Telefono Azzurro, da 25 anni la voce dei bambini

Telefono Azzurro, da 25 anni la voce dei bambini

Telefono Azzurro festeggerà nelle piazze i suoi 25 anni passati a dare voce (e ascolto)  ai bambini. La campagna “Fiori…


Telefono Azzurro festeggerà nelle piazze i suoi 25 anni passati a dare voce (e ascolto)  ai bambini. La campagna “Fiori d’Azzurro” domani (21 aprile) e domenica porterà in 2.300 piazze italiane, 10.000 volontari per illustrare i progetti e le attività che, quotidianamente, l’associazione promuove e supporta per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Attraverso una donazione, inoltre, sarà possibile ricevere il Fiore d’Azzurro, la Calancola, pianta piccola e multicolore, associata il sorriso dei bambini (info www.azzurro.it )

 

Quando 25 anni fa nacque l’associazione, fece molto rumore l’iniziativa, ma vista in Italia, di lanciare ai bambini in difficoltà un salvagente attraverso una linea telefonica, col tempo il raggio d’azione s’è ampliato le linee telefoniche sono diventate quattro (dopo le segnaleremo) e la condizione infantile, in un mondo sempre meno a dimensione bambino, non è cambiata.

 

Da 25 anni – afferma il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffosiamo vicini ad ogni bambino o adolescente che chiede aiuto. Interveniamo quando un minore, o un adulto, denuncia una situazione di disagio, impediamo che l’infanzia e l’adolescenza vengano abusate o private dei loro diritti. Tutti i giorni, 24 ore al giorno, siamo nelle scuole, nelle carceri, con personale esperto e volontari, per costruire un Paese rispettoso dell’infanzia e dei suoi diritti. Molto è stato fatto in questi primi 25 anni ma molto di più è quello che occorre fare ancora. Troppe volte i diritti dei minori nel nostro Paese vengono negati, troppe volte ci troviamo di fronte a un’infanzia che soffre per abusi, trascuratezze, lavoro minorile”.

 

Molteplici sono le iniziative di Telefono Azzurro, per questi 25 anni, ad esempio, nasce l’iniziativa “Parliamo per i bambini” per cui registrandosi sul sito www.parliamoperibambini.it, enti, istituzioni, cittadini privati, possono organizzare lezioni e incontri sui temi che da sempre contraddistinguono l’impegno dell’associazione.  Consolidata è invece l’esperienza di  “Bambini e carcere”, il progetto nato nel 1993 attivo all’interno di 16 Istituti penitenziari per la tutela e il sostegno dei bambini e degli adolescenti coinvolti nella detenzione di uno o di entrambi i genitori. Dal mese di gennaio a quello di giugno 2011 nei nidi e nelle ludoteche allestite nei carceri sono stati accolti 4.672  bambini e 1.075 adolescenti.

Un punto cardine restano le quattro linee di ascolto e di emergenza:

1.96.96 (linea gratuita per bambini e adolescenti);

199 15 15 15 (linea ascolto per adulti);

114 (emergenza infanzia);

116.000 (linea per bambini e adolescenti scomparsi);

Ogni giorno le linee rispondono in media a circa 800 chiamate di minori: in tre anni, tra il 2008 e i primi mesi del 2011, attraverso l’1.96.96 l’associazione ha preso in carico e gestito 9.416 casi. Di questi, 3.591 pari al 39%, riguardavano abuso e violenza. Dal 2003 è attiva anche la linea d’emergenza infanzia 114 per denunciare qualsiasi situazione (abusi, violenza domestica, fuga da casa, tentativo di suicidio, rapimento) che mette a rischio la salute psichica e/o fisica del bambino. Tra gennaio e dicembre 2010, la linea ha effettuato 1.732 interventi in tutta Italia, soprattutto per problemi legati all’inadeguatezza genitoriale (16,6% dei casi), abuso fisico (11,3%) o psicologico (8,6%).

In due anni la line dedicata ai minori scomparsi ha risposto a 25.000 telefonate. I casi configurati come scomparse 248. Si tratta di bambini e adolescenti che scappano, rapiti, o sottratti da uno dei genitori. In due casi su tre (67%) hanno meno di 10 anni (dati da dicembre 2011 a febbraio 2012). Tra le segnalazioni ricevute, il primato negativo spetta alla sottrazione parentale (67% dei casi). Seguono le fughe da casa o da istituto (16%), e i rapimenti nell’8,33%. La regione che registra il numero maggiore di chiamate è l’Abruzzo (27,8%), seguita da Lombardia (22,2%), Lazio (16,7%), Emilia Romagna, Toscana e Sicilia (11,1%). Nel 35% dei casi a denunciare la scomparsa o la sottrazione del minore sono i padri, nel 10% le madri.





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