Siria: USA e Russia ad un passo dall’accordo sul disarmo

Siria: USA e Russia ad un passo dall’accordo sul disarmo

Fissato per oggi l’incontro a Ginevra tra il Segretario di Stato americano John Kerry e il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov per discutere il piano di smantellamento dell’arsenale chimico siriano


Quest’oggi è in programma un incontro a Ginevra tra il Segretario di Stato americano John Kerry e il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov per discutere i dettagli di un piano di smantellamento dell’arsenale chimico siriano che metta d’accordo entrambe le parti.

Il principale nodo da sciogliere riguarda la possibilità di un intervento armato statunitense in caso di rifiuto, da parte di Damasco, di ottemperare alla richiesta di disarmo inoltrata dalle Nazioni Unite.

Dopo l’accordo raggiunto dal governo russo con il regime di Assad in merito allo smantellamento, i cui dettagli rimangono top-secret, Putin rigetta fermamente l’eventualità di un attacco americano.

Queste le parole del premieri russo, ospitate da un articolo del New York Times: “Un potenziale attacco degli Stati Uniti contro la Siria, che non terrebbe conto della forte opposizione di molte nazioni e di tutti i maggiori leader politici e religiosi, incluso il Papa, avrebbe come risultato quello di causare un maggior numero di vittime innocenti e di acuire le tensioni internazionali, con il rischio di estendere il conflitto al di là dei confini siriani.”

“È stata la nostra credibile minaccia dell’uso della forza ad aver reso possibile l’opzione diplomatica”, ha affermato invece Barak Obama durante il discorso tenuto ieri alla nazione in memoria dell’11 settembre. Gli ha fatto eco il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, sottolineando che “Per due anni Siria e Russia si sono opposte a ogni concessione, ora il disarmo chimico è una strada positiva, il merito è della nostra scelta di minacciare la forza, ora serve una risoluzione garante di un disarmo credibile, immediato e verificabile”.

Nel delicato gioco di equilibri politici che da giorni sta tenendo il mondo con il fiato sospeso si è inserito anche il governo di Parigi, con una proposta che minaccia di dare fuoco alle polveri: la bozza di risoluzione proposta dalla Francia al Consiglio di Sicurezza paventa infatti l’eventualità di ricorrere al capitolo sette della Carta Onu, che prevede il ricorso alla forza, nel caso in cui il regime di Assad decida di non prestar fede agli obblighi contratti nei confronti dell’ONU.

In Siria il fronte ribelle applaude le intenzioni Francesi e auspica una risoluzione armata in tempi rapidi, ma la necessità di mantenere stabili i delicati equilibri su cui si regge la scacchiera politica internazionale lascia supporre che, nonostante i proclami, un accordo bilaterale tra Russia e Stati Uniti sia ormai imminente.

Il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon spinge per accelerare un’intesa che spezzerebbe definitivamente il forte clima di tensione che si è respirato nelle ultime settimane, e l’obiettivo potrebbe essere raggiunto già oggi nel vertice di Ginevra.

Tutto dipenderà dai risultati delle ispezioni a Damasco e dalla comune volontà, da parte delle potenze coinvolte, di porre fine ad una situazione di stallo che rischia di condannare il popolo siriano a mesi di ulteriori ed inutili sofferenze.

(St.S.)





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