Siria: prosegue il confronto tra USA e Russia sul disarmo

Siria: prosegue il confronto tra USA e Russia sul disarmo

Inizia oggi il secondo giorno del vertice di Ginevra tra il Segretario di Stato americano John Kerry e il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov


Nella giornata di ieri si è tenuto a Ginevra il primo confronto tra Russia e Stati Uniti per discutere l’ipotesi di smantellamento dell’arsenale chimico siriano.

L’incontro, che ha visto protagonisti il Segretario di Stato americano John Kerry e il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, è nato con l’obiettivo di sciogliere il nodo fondamentale di un possibile intervento armato statunitense.

Nella bozza di risoluzione presentata da Stati Uniti, Francia e Inghilterra viene posto al governo di Damasco un ultimatum di 15 giorni per la consegna dell’arsenale chimico sotto il controllo delle Nazioni Unite.

John Kerry, dopo il discorso di Obama alla nazione dello scorso 11 settembre, ha dichiarato: “Per due anni Siria e Russia si sono opposte a ogni concessione: ora il disarmo chimico è una strada positiva e il merito è della nostra scelta di minacciare la forza. Serve una risoluzione garante di un disarmo credibile, immediato e verificabile.”

Qualora Assad non dovesse rispettare l’ultimatum le tre potenze europee si appellerebbero al capitolo VII della Carta Onu, che autorizza l’uso della forza per la salvaguardia della sicurezza internazionale.

La Russia, invece, si oppone fermamente all’ipotesi di un’aggressione militare.

Queste le parole di Putin: “Un potenziale attacco degli Stati Uniti contro la Siria, che non terrebbe conto della forte opposizione di molte nazioni e di tutti i maggiori leader politici e religiosi, incluso il Papa, avrebbe come risultato quello di causare un maggior numero di vittime innocenti e di acuire le tensioni internazionali, con il rischio di estendere il conflitto al di là dei confini siriani.”

Il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon spinge per accelerare un’intesa ma le posizioni di Putin e Obama sono ancora troppo distanti, seppur non inconciliabili.

Secondo fonti vicine al governo statunitense il colloquio di ieri è durato all’incirca un’ora e mezza e ha toccato vari aspetti della questione. Per il momento non sono emerse ulteriori indiscrezioni.

Oggi è in programma un secondo confronto, sempre a Ginevra, al quale prenderà parte anche l’inviato della Lega Araba e dell’Onu Lakhdar Brahimi.

(St.S.)





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