Scuola in sciopero contro il ddl “Buona Scuola” voluto da Renzi – FOTO e VIDEO

Scuola in sciopero contro il ddl “Buona Scuola” voluto da Renzi – FOTO e VIDEO

Una protesta corale e decisa quella messa in atto da migliaia di persone che oggi sfilano nelle principali città italiane contro il ddl “Buona Scuola” voluto dal Governo Renzi


Era dal 2007 che i sindacati non scendevano in piazza in maniera unitaria con uno stop alle lezioni scolastiche proclamato da cinque maggiori sindacati: Flc-Cgil, Cis e Uil Scuola, Snals, Gilda e Cobas. La scuola ha dunque deciso di protestare, portando per le strade migliaia di persone, contro il ddl del Governo Renzi oggi 5 maggio 2015. Una data che quindi si preannuncia “importante” non solo perché capace di riportarsi alla mente la celebre poesia del Manzoni volta all’apologia delle imprese napoleoniche, quanto piuttosto per una lotta di intenti che si preannuncia più massiccia e unitaria del solito.

Migliaia di persone in piazza da Nord a Sud

Per il ministro della Scuola Stefania Giannini: “Sciopero è battaglia politica”

Come spesso accade, uno dei cortei principali è partito da piazza della Repubblica a Roma per manifestare contro la riforma della scuola proposta da Renzi e dai suoi seguaci. In migliaia sono le persone partecipanti, mentre la testa del corteo è a Santa Susanna con i vari leader sindacati tra cui il segretario della Uil Carmelo Barbagallo. Gli insegnanti che invece hanno aderito ai Cobas hanno bloccato a Roma un tratto di viale Trastevere, dove ha sede il Ministero dell’Istruzione. Altri manifestanti aderenti ai Cobas hanno invece messo in atto un sit-in davanti al Miur con striscioni, musica e cori vari. Non solo nella Capitale però si protesta: Milano, Aosta, Catania, Palermo, Bari e Genova sono solo alcune delle altre città in cui stanno sfilando e sfileranno cortei. In particolare, a Torino, Bologna, Firenze, Cagliari e Catania avranno luogo delle manifestazioni organizzate dai Cobas che il 6 e il 12 maggio proclameranno un nuovo sciopero contro l’Invalsi nei giorni dei test alle scuole elementari e alle superiori.

I punti contestati del ddl

Diversi i punti contestati del ddl “Buona Scuola”: in primis, i sindacati sono contrari al potenziamento del ruolo del dirigente scolastico che potrà assumere direttamente i docenti scelti da un apposito albo, sebbene in percentuale piccola e limitatamente ad alcune condizioni. I sindacati reclamano l’incostituzionalità della norma che andrebbe a violare l’articolo 97 della Costituzione che come punto cardine sancisce l’accesso alle Pubbliche Amministrazioni mediante concorso. Contestato anche il taglio di risorse per la scuola pubblica, con il mancato stanziamento dei fondi che erano stati annunciati per mettere in sicurezza gli edifici ed introdurre nuove tecnologie, nonché il finanziamento alla scuola privata, con diversi sgravi fiscali per le famiglie che decidono di iscrivere i figli alla scuola paritaria.

Sciopero

Altro punto importante e oggetto di aspre critiche è quello che riguarda l’assunzioni dei precari che non dovrebbero essere più le 100mila promesse dal Governo, quanto piuttosto 40mila che scatterebbero a chiamata dei presidi. Deciso NO anche al metodo di valutazione dell’Invalsi, che sarebbe da abolire in quanto andrebbe a penalizzare la personalità dello studio appannaggio di una presunta oggettività valutata da un’agenzia privata per mezzo di prove a quiz uguali per tutti.

E mentre da Nord a Sud del Paese, cori unitari si innalzano contro il Governo e le sue riforme, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini cerca di spiegare ai microfoni di Radio 24 il perché la protesta abbia oggi un sapore diverso, consapevole e decisamente più massiccio: “Perché da sette anni non ci si occupava di scuola per cambiarla… Abbiamo scelto lo strumento del ddl per la Buona scuola per tenere aperta la discussione. E’ l’apertura al miglioramento, perché questo deve fare il Parlamento, portando anche le istanze della società. Sulla scuola lo facciamo e l’abbiamo fatto con convinzione, perché è centrale. Da un anno è aperto il dibattito, continuiamo ad avere questa modalità di ascolto.”

Facile immaginare quanto la protesta possa preoccupare, però, il Viminale, soprattutto alla luce di quanto accaduto a Bologna con gli scontri polizia-manifestanti. Una circolare di oggi invita “le autorità provinciali di pubblica sicurezza a curare con la massima attenzione l’attività di vigilanza degli obiettivi sensibili“.

Il Flash mob contro il ddl “Buona scuola”

 

Simona Vitale

 





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