Riforma pensioni ultime notizie oggi 4 novembre: Renzi guarda solo al 2016

Riforma pensioni ultime notizie oggi 4 novembre: Renzi guarda solo al 2016

Le ultime novità sulla riforma pensioni ad oggi 4 novembre: Matteo Renzi guarda al futuro.


Nessuna novità in vista per la nuova riforma pensioni. Il governo Renzi pare intenzionata a non ascoltare le richieste che giungono ormai indistintamente da più parti, Inps, Damiano e sindacati in testa, per introdurre nella Legge di Stabilità 2016 la flessibilità in uscita. Se ne riparlerà direttamente il prossimo anno, anche se verosimilmente i 3 mesi citati dal capo del Consiglio diventeranno dodici, dal momento che è sempre più probabile un intervento soltanto con la prossima Legge di Stabilità per il 2017.

Comitato Ristretto al lavoro, servirà a qualcosa?

Da oggi il Comitato Ristretto ha iniziato i lavori per presentare una proposta unificata per l’introduzione della flessibilità in uscita dal lavoro nel testo della Legge di Stabilità di quest’anno. Tra le proposte più significative segnaliamo la presenza del ddl 857. Damiano, con questo disegno di legge, propone la pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi ed una penalizzazione pari al 2 percento per ogni anno di anticipo (si arriverebbe ad un taglio massimo dell’8 percento dell’assegno pensionistico qualora il lavoratore anticipasse di 4 anni la sua uscita). Inoltre il ddl 857 include anche quota 41, la vera risorsa per i lavoratori precoci, i quali stanno iniziando a mobilitarsi per partecipare più attivamente al dibattito politico (anche per questo motivo il 21 novembre saranno centinaia i precoci che prenderanno parte alla manifestazione indetta dalla Fiom).

Boeri sotto attacco

Ogni volta che parla della riforma pensioni il presidente dell’Inps Tito Boeri riceve attacchi trasversali. Le sue parole durante l’intervista alla trasmissione In Mezz’Ora hanno fatto tra virgolette centro, avendo scatenato l’ira di diversi partiti, tra cui Forza Italia, con il capogruppo alla Camera Renato Brunetta che ha chiesto a Boeri di dimettersi. Critiche anche dai dem della sinistra, con Damiano, presiente della Commissione Lavoro, che si è detto in disaccordo con quanto affermato da Boeri sugli esodati. Nonostante ciò la proposta Boeri potrebbe essere la preferita da parte del governo, dal momento che è quella più in linea con le attuali risorse economiche dello Stato, ma allo stesso è anche la più invisa agli occhi dei lavoratori, i quali non vogliono vedersi ricalcolare la pensione attraverso il sistema contributivo, perché significherebbe, stando almeno ad uno studio promosso dalla Uil, rinunciare in certi casi anche al 30 percento della pensione.

Federico Pisanu





COMMENTI
Lascia una risposta

Vedi tutto