Raffaello Mascetti come Presidente della Repubblica

Raffaello Mascetti come Presidente della Repubblica

Il Conte Mascetti di Amici Miei è stato votato durante l’elezione del Presidente della Repubblica.


La famosa supercazzola a quanto pare è restata negli annali non solo del cinema e durante le elezioni per il nuovo Presidente della Repubblica, qualcuno ha pensato bene di disperdere il voto, anzi probabilmente di dare un voto utile, un voto che rappresenti qualcosa di chiaro.

E’ stato così che durante lo spoglio delle schede, il Presidente della Camera Laura Boldrini ha letto il nome di Raffaello Mascetti. Per chi di voi non lo sapesse, Mascetti è il mitico personaggio della saga di Amici Miei diretta da Mario Monicelli, interpretato da Ugo Tognazzi. Il film segue le avventure di quattro inseparabili amici d’infanzia fiorentini sulla cinquantina che affrontano i loro disagi con scherzi a danno di malcapitati. Il conte Raffaello Mascetti è un nobile decaduto che, dopo aver scialacquato due eredità (la sua e quella della moglie), è costretto a vivere dapprima ospite degli amici poi in uno scantinato (il cui fitto, a sua insaputa, è per due terzi corrisposto proprio dagli amici). Rambaldo Melandri è un anonimo architetto alla perenne ricerca di una donna, per la quale sarebbe anche disposto ad abbandonare i suoi amici, salvo ravvedersi all’ultimo momento. Giorgio Perozzi (voce narrante del film) è un redattore capo di cronaca che cerca di sfuggire la disapprovazione per la sua poca serietà e il disprezzo per le avventure extraconiugali che il figlio (terribilmente serio e accigliato, l’esatto opposto del padre) e la moglie gli riservano. Guido Necchi gestisce con la moglie Carmen (molto più impegnata di lui sul lavoro) un bar con sala da biliardo, puntuale covo d’incontro del gruppo d’amici. Ai quattro amici di sempre si aggiunge, nel corso della narrazione, il professor dottor Alfeo Sassaroli, brillante primario ospedaliero annoiato dalla professione, che diventerà in breve uno dei pilastri del gruppo e sotto la cui spinta le bravate prenderanno nuova vitalità, proprietario di una Clinica in collina.

Nel film ha origine il termine supercazzola, utilizzato nel gergo comune per indicare un giro di parole privo di alcun senso, fatto allo scopo di confondere le idee al proprio interlocutore.

 

 

(b.p.)

 





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