Quarto grado: parla la madre di Alexander Boettcher

Quarto grado: parla la madre di Alexander Boettcher

«NON ACCETTO CHE MIO FIGLIO FACCIA IL MARTIRE PER QUALCUN ALTRO: È TUTTO TRANNE CHE UN MANIPOLATORE» «ALEXANDER ERA ALL’OSCURO DI QUESTA VICENDA»


«Ieri, quando l’ho visto in carcere, mi sono permessa di invitarlo a pensare a se stesso e smetterla per un attimo di pensare agli altri… perché Alexander è un ragazzo di grande lealtà, capace anche di pagare delle colpe altrui. Io questo, però, non posso accettarlo. Se mio figlio ha delle responsabilità, è giusto che paghi. Altrimenti non accetto che faccia il martire per qualcun altro».
Patrizia Ravasi la madre di Alexander Boettcher, arrestato con Martina Levato lo scorso dicembre per aver aggredito con dell’acido il 22enne Pietro Barbini.

Di seguito, l’intervista esclusiva in onda questa sera su Retequattro.
«Mi dicono che il Pm è accanito contro Alexander. Invece a me il Pubblico ministero ha fatto un’ottima impressione. Dal mio punto di vista mi sembra una persona che vuole la verità. E mi sembra che sia tuttora accanito con Alexander, perché non ha ancora elementi tali per poter credere a quello di cui sono convinta io», spiega la donna. «Più che trascinato, penso veramente che mio figlio fosse all’oscuro di questa vicenda».

«Perché avrebbe dovuto rincorrere questo ragazzo col martello? Perché probabilmente lui pensava che fosse Martina ad essere aggredita. Perché aveva un martello da carpentiere in auto? Lavora con me e, se vogliamo, possiamo dire che ha la presunzione di farsi tutti i lavoretti da solo. Non posso entrare in certi dettagli, che magari mi sono sconosciuti», prosegue la madre del broker. «Ma è impossibile che mio figlio abbia mai maneggiato degli acidi. Forse l’acido muriatico per sgorgare viale Bligny 42 e sa di che immobile sto parlando…».

La giornalista ricorda alla donna la testimonianza di Andrea Magnani, il terzo uomo arrestato pochi giorni fa, che accusa Alexander di essere la mente dell’attentato. «Certo, cos’altro poteva dire? In realtà chi ha fatto qualcosa è lui (Magnani, ndr). E quindi se non si mostra manipolato da qualcun altro, come fa a scagionarsi? Tutto è mio figlio, fuorché un manipolatore. Forse nessuno si è accorto che prima di venire all’ultima udienza in tribunale, si vedeva benissimo che Alexander aveva pianto».

«Credo che l’amore della sua vita sia stata sua moglie. Però è evidente che ha trovato in questa ragazza (Martina, ndr) un completamento emotivo. Sapere che mio figlio intrattiene una relazione al di fuori del matrimonio, mi disturba abbastanza… però non è né il primo né l’ultimo. Noi non possiamo fare un processo alle abitudini sessuali di questi due ragazzi».

“Che relazione può esserci tra l’aggressione a Pietro Barbini e la sessualità di Alexander?”, ha chiesto l’inviata di “Quarto Grado”. «Non so», risponde la donna. «Però gli hanno imputato anche di aver inciso la A sul viso di Martina. Io le posso dire che questo non è avvenuto: la A sul viso di Martina è stata incisa da un tatuatore vicino a Lecco».

«Ultimamente non si parla di Pietro, nessuno mostra come sta Pietro. È stato montato questo processo mediatico su questi due amanti, questa coppia diabolica, ma nessuno si preoccupa della priorità: cioè come sta questo ragazzo», conclude la donna.





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